SAMUELESILVA
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Sesso in campo?

2 febbraio 2009

Nives CelsiusDi notizie strane ne ho sentite diverse ma questa è davvero particolare. Prima della partita Croazia-Inghilterra di un paio di stagioni orsono, valevole per le qualificazioni ai campionati europei di calcio, il difensore della nazionale croata e della Dinamo Zagabria (giocava quindi in ‘casa’) Dino Drpic ha voluto realizzare il suo sogno nel cassetto: sesso in campo. Prima dell’entrata dei tifosi nello stadio, con la complicità del custode, Dino ha fatto accendere le luci e ha raggiunto l’orgasmo con la moglie proprio nel cerchio di centrocampo. La notizia è uscita solo in questi giorni in quanto la bellissima moglie del giocatore croato, la modella e cantante Nives Celsius, ha pubblicato un libro (‘La nuda verità’) in cui racconta in modo davvero dettagliato l’accaduto. La notizia ha scatenato un polverone mediatico su quella che viene definita la copia croata di David Beckam e Victoria Adams; la Dinamo Zagabria ha immediatamente messo in vendita il talentuoso difensore (uno dei pezzi pregiati della squadra). La cosa buffa è che la prestazione di Dino Drpic in quella partita fu splendida e la nazionale croata riuscì a vincere l’incontro che portò all’eliminazione degli inglesi dalla competizione continentale. Strano il calcio, vero?

La moviola in campo?

28 gennaio 2009

Moviola in campoFinalmente si parla di moviola in campo. Ci sono volute 20 partite di errori arbitrali clamorosi per capire che la soluzione al problema arbitri è una sola: la moviola. Esiste la tecnologia, manca solo la volontà. Ieri Prandelli, allenatore della Fiorentina, è uscito allo scoperto; merito della sconfitta maturata grazie a due ‘clamorose’ sviste della terna arbitrale, guarda caso a Torino contro la seconda squadra della città sabauda:

“Idee ce ne sono tante, ma la domanda principale che dobbiamo farci è questa: chi è che non vuole la moviola in campo? Permetterebbe di avere equità nei giudizi e, nello stesso tempo, toglierebbe pressioni e responsabilità agli arbitri. Dobbiamo mettere la tecnologia al servizio dello sport: dico di più, c’è già. Perché tutti sappiamo dopo un secondo se in area era rigore o meno, tutti hanno tv e telefonini per capire la specificità di una situazione. Ripeto la mia domanda? Chi non vuole la tecnologia in campo? Chi non vuole aiutare questo sport? Io voglio pensare che ci sia la possibilità di migliorare questo calcio, dobbiamo alimentare questo sogno.”

Un anno fa Platini parlava, forse dal tempo dei galli, di problemi pratici dovuti alla presenza della moviola a bordo campo:

“Contrario, contrarissimo. Sarebbe la fine degli arbitri, relegati in tribuna a guardare un monitor. Non scherziamo, il football è un gioco per esseri umani. Io ho vinto e ho perso per gli errori degli arbitri. E allora? L’arbitro è solo a decidere in mezzo a 24 tv: il 50% delle volte, poverino, tira ad indovinare, ma non sbaglia certo apposta. La moviola sarebbe la sua morte: ad ogni fuorigioco tutti fermi a guardare le immagini, così le partite durerebbero cinque ore e così finisce il calcio. Proviamo un’altra soluzione, la tecnologia lasciamola perdere”.

Forse Le Roi Michel non sa che basterebbe posizionare il quarto uomo in tribuna (a bordo campo non serve a niente) e, davanti ad un monitor, farlo comunicare via radio con l’arbitro in campo. In caso di fuorigioco, oppure gol annullati ed episodi di violenza, sarebbe lui ad indicare, dalla tribuna ma in tempo reale, le decisioni da prendere. Pochi secondi di attesa appena il pallone si ferma; queste sono cose che conoscono anche i muri (ma Platini, il presidente dell’UEFA, no). Ma la notizia clamorosa è un’altra. Chi è che non vuole la moviola in campo? Gli arbitri, che non vogliono perdere potere (sono stato arbitro dieci lunghi anni) ma soprattutto sono le grandi squadre, che investono milioni di euro per vincere e vogliono continuare a sfruttare la sudditanza psicologica. E’ evidente, è molto più facile sbagliare contro la SampDoria che contro l’Inter, chi sbaglia contro i potenti (generalmente individuati nelle strisce) è sicuro di finire sulla graticola: nel dubbio meglio non rischiare. Notizia clamorosa dicevo: ieri anche Cobolli Gigli (presidente di una delle tre strisciate, l’unica colpevole di aver ‘anche’ comprato gli arbitri) si è schierato apertamente a favore della moviola in campo (si dice in campo ma in realtà sarebbe in tribuna):

“Mi dispiace comunque – ha aggiunto rispondendo a una domanda sulle dichiarazioni di Della Valle dopo la gara contro la Juventus – che un presidente si debba lamentare, ma d’altro canto invece mi fa piacere che si parli solo di errori e che nessuno pensi più che esiste un sistema, uno schema. E questo credo sia palese agli occhi di tutti”. “Gli errori generalmente si compensano durante un campionato, però – ha detto ancora Cobolli Gigli – capisco che chi li subisce provi insoddisfazione. Questo però capita a tutti”. Per rimediare comunque Cobolli, anche se “da neofita del calcio” una sua idea se l’è fatta: “Una moviola in campo usata con intelligenza – dice – potrebbe servire. Anche se faccio parte di una minoranza, ritengo che i supporti tecnici possono aiutare”.

Potrebbe essere un secondo passo perché in realtà la moviola viene già utilizzata per colpire i giocatori rei di condotta violenta non sanzionata. Ci sono tanti casi in cui un aiuto tecnologico avrebbe cambiato il risultato della partita: il primo che mi viene in mente è il gol di Amoruso, annullato per motivi misteriosi, in Sampdoria-Torino di qualche mese fa. In quel caso l’arbitro si è consultato con il guardalinee: sarebbe stato molto più semplice e veloce ricevere una dritta sicura dalla tribuna.

Football Shirt Avatar

10 dicembre 2008

In questi giorni mi sono divertito a creare qualche avatar calcistico su ‘Football Shirt Avatar‘. Non è male. Si sceglie la squadra (sono presenti quasi tutte le squadre più importanti, manca il Toro: il mio grafico di fiducia è già al lavoro), si sceglie se personalizzare fronte/retro e quindi si inseriscono numero ed eventuale nome; a quel punto la nostra maglietta è pronta (Jpeg 200×240). L’ultimo avatar creato viene sempre pubblicato in homepage: è interessante perché i tifosi del Toro (e non solo) si divertono a creare simpatici immagini bianconere.

Silva 7 ItaliaSilva 7 BrasileSilva 7 Manchester UniterSilva 7 Ajax

JuveMerda

* Via | Maestro Alberto.

ALive, la serie A in diretta

25 novembre 2008

ALive, la serie A in direttaDomenica scorsa (dato il posticipo del Toro) ho avuto modo e occasione di seguire le partite di Serie A. Ho deciso quindi di ‘investire’ poco più di due euro ed acquistare l’applicazione ALive. Stiamo parlando di iPhone ovviamente. ALive è un progetto tutto italiano che permette di seguire in tempo reale le partite di serie A; gli aggiornamenti possono essere manuali oppure temporizzati. Funziona. Funziona bene. I cambiamenti di risultato vengono notificati molto velocemente e in caso di domenica alternativa (gita al mare, montagna, merenda con gli amici, lavoro) è davvero utile. I gol sono segnalati con una vibrazione, in futuro è prevista l’implementazione di avvisi sonori. Molto importante anche la possibilità di prevenire lo sleep del video, quasi fondamentale, è un problema grosso che ho riscontrato in troppe applicazioni per iPhone. Decisamente consigliato a tutti gli appassionati di calcio che non vogliono perdere tempo: semplice, veloce, comodo. Non fornisce tante indicazioni, ma tutto quello che serve c’è, senza dover premere troppi tasti. La partita scelta per visualizzare i risultati è ovviamente casuale. :)

ALive, la serie A in diretta

Il fuoriclasse di provincia

11 novembre 2008

Ieri sera ho arbitrato una splendida partita di calcio: gialli contro blu. I blu sono decisamente più scarsi e terminano il primo tempo sotto di due reti. In attacco hanno il loro giocatore più rappresentativo e carismatico, il classico centravanti tanta tecnica e poco movimento; per compensare i suoi limiti di velocità ricorre alle parole. Tante, ma veramente tante: il re della polemica. All’inizio del secondo tempo propone ai compagni una mossa tattica per rovesciare le sorti dell’incontro: visto che davanti non arrivano palloni giocabili sarà lui a spostarsi in mezzo al campo nelle vesti di regista e mediano, sarà lui a lanciare i compagni in rete. Nei primi trenta secondi della ripresa osserva i centrocampisti avversari come una mucca osserva un treno ad alta velocità. Ma appena i suoi compagni della difesa recuperano il pallone si lancia in attacco con uno scatto fulmineo, manca lo stop e perde il possesso della sfera. Da quel momento giocherà come legato ad una corda lunga 15 metri fissata al palo sinistro della porta avversaria, incitando e criticando i compagni da oltre trenta metri di distanza. Un fuoriclasse grinta e sacrificio. Il risultato, al termine dell’incontro, sarà decisamente pesante per la sua squadra.

Io amo il calcio

15 ottobre 2008

C’è una categoria di persone che personalmente non sopporto. Quelli che odiano il calcio. Perché c’è la violenza. Perché ci sono i corrotti. Perché ci sono troppi soldi e i giocatori sono milionari viziati. Perché per loro il calcio è Moggi, per loro il calcio è Totti, per loro il calcio sono i violenti che le domenica si ergono a protagonisti delle cronache. Io queste persone le odio, la loro superficialità è non tollerabile e mi chiedo come sia possibile generalizzare in questo modo. Il calcio, gioco del, è uno sport, un bellissimo gioco di squadra. Io ho stretto e conservato tantissime amicizie grazie al calcio, molti dei miei amici veri sono diventati tali dopo una partita sul polveroso campo dietro casa. Il calcio è litigare in campo per un gol non convalidato e poi bere insieme una birra al bar, il calcio è esagerare le proprie capacità, enfatizzare le proprie azioni sul campo (che solo tu hai visto) e sfottere gli avversari per una sconfitta (ma anche il contrario). Il calcio è scegliere la divisa per la propria squadra e sfoggiarla orgogliosi (magari con il nome sulle spalle) durante la partita del mercoledì sera; il calcio è trovare un portiere all’ultimo minuto, il calcio è ritrovarsi cinque contro quattro per il pacco dell’ultimo secondo, il calcio è far capire al ‘talentuoso’ centravanti che forse in difesa può rendere meglio. Il calcio è complimentarsi con il compagno per un passaggio, esultare per un gol. Il calcio è un bellissimo gioco collettivo, uno sport, una passione. Moggi, l’ingaggio di Del Piero, i protagonismi di Ibrahimovic e le scorribande dei teppisti sono solo il lato negativo di una passione che coinvolge tutte le settimane milioni di italiani, di qualsiasi età, che corrono dietro ad un pallone insieme ad altri amici: per divertirsi, per stare insieme, per fare sport. Non odiare il calcio, il calcio, quello vero, è bellissimo.

Fubles: Partitelle 2.0

25 settembre 2008

Sono nel ‘mondo del calcio’ (amatoriale) da tanti anni. Era il 1993 quando fondai, con alcuni amici, una piccola (ma temuta) squadra di calcio a 7. Sono passati 15 lunghi anni da quel giorno ma quella squadra in biancorosso vive ancora; sono cambiate tante cose ma l’idea resiste. Io ero allenatore e organizzatore: in parole povere colui che doveva convocare i compagni di squadra e che aveva l’ingrato compito di trovare gli avversari. Portavo anche il pallone e questo mi ha sempre garantito un posto da titolare. Altri tempi, ma in realtà la situazione non è cambiata di molto. Adesso per giocare fra amici si ricorre al web, si cercano in rete gli avversari, il campo da gioco, i compagni di squadra e senza spendere un soldo di telefono si organizzano le celebri “partitelle fra amici”. Il sito che permette di organizzare il tutto senza spostare lo sguardo dal proprio video è Fubles (fiùbols). Fubles nasce da un’idea di Vito Zongoli: si tratta di uno strumento per organizzare partite di calcio in perfetto stile 2.0. Il funzionamento è molto semplice: basta iscriversi a partite già organizzate oppure creare una nuova partita. Ci sono le foto dei giocatori, i voti (si viene giudicati da compagni ed avversari), le formazioni, il ruolo. Tutto organizzato. I limiti, per il momento, sono tutti nello scarso numero di giocatori presenti nel database, solo nelle grandi città si riescono ad organizzare partite (ad Imperia sono l’unico iscritto). Con il tempo Fubles non potrà fare altro che crescere e migliorare; nei prossimi giorni è prevista una nuova release con grafica più accattivante e tante nuove funzioni. Io ci credo, sono convinto che in breve tempo riuscirò ad organizzare la prima partita ligure firmata Fubles.

Nazionale Italiana Calcio Bloggers

24 settembre 2008

Un pallone da calcio, dell'erba...Signori (soprattutto) e signore (perché no?) si parte. Con questo post inizia la storia della Nazionale Italiana Calcio Bloggers. Sembra divertente, vero? L’idea mi rimbalzava nel cervello da diverso tempo, ne ho discusso in diversi BarCamp con amici e appassionati di calcio, ma tutto si è sempre risolto in una bolla di sapone. L’entusiasmo era presente, ma la volontà di muovere i primi passi latitava. Adesso basta, adesso giochiamo. L’idea è di formare una rosa (competitiva se possibile) di 18-20 giocatori e organizzare una partita amichevole. Niente di straordinario, niente di troppo complicato. Ho formato una sorta di task-force (Antonio, Diego, Massimo ed il sottoscritto) che ha preso le prime decisioni e stilato una lista di punti da considerare per il futuro di questa sperimentale nazionale di calcio:

  • Chiunque abbia un blog da oltre 12 mesi e abbia scritto almeno 36 post nel corso dell’ultimo anno solare può iscriversi alle selezioni per la Nazionale Italiana Calcio Bloggers. Donne comprese.
  • La prima partita della neonata nazionale verrà disputata nella primavera del 2009 contro un avversario ancora da definire; la sede del primo incontro sarà Bologna.
  • Prima dell’esordio verrà organizzato un raduno (sede Milano/Genova) per definire le strategie e per selezionare i giocatori. E magari per bere una birra dopo l’allenamento. :)
  • Tutti i convocati alle partite giocheranno almeno 30 minuti: questa è legge.
  • L’allenatore della squadra sarà Massimo Morelli coadiuvato dal sottoscritto.
  • Per partecipare alle selezioni è necessario inviare una mail all’indirizzo nazionalecalciobloggers@gmail.com indicando i dati anagrafici, indirizzo web, ruolo ed eventuale carriera calcistica.
  • Tutte le spese di viaggio saranno a carico dei ‘tesserati’; siamo invece alla ricerca di uno sponsor che possa offrire la divisa (maglia, pantaloncini, calzettoni) e qualche spicciolo per eventuali spese (pallone, acqua, cassetta medica): spesa prevista inferiore ai 750 euro.
  • Sono da scegliere anche colori (verde technorati?) e logo della neonata nazionale. Suggerimenti? Qualche grafico volenteroso ha voglia di misurarsi con un pallone, la parola bloggers e tutto quello che la fantasia suggerisce?

Non vi nascondo che questa impresa un po’ mi spaventa. Chiunque voglia aiutare, collaborare, giocare, partecipare, scrivere, sponsorizzare è benvenuto. Sarebbe importante un appoggio logistico nelle città di Milano, Genova, Torino e Roma: un appoggio a livello calcistico. Si tratta di trovare avversari e campi da gioco dove disputare la prima e, magari, le successive partite. Avversari di prestigio sono graditi, è ovvio. Anche i feedback sono molto graditi. Per concludere ricordo che l’importante è partecipare, l’importare è divertirsi, l’importante è vincere. Viva la Nazionale Italiana Calcio Bloggers!

* Photo courtesy of Michele de Feo.

Scarpette bianche

5 agosto 2008

Scarpette BiancheSecondo lo psicologo dello sport Martin Perry, il colore delle scarpe è indicativo della personalità del calciatore. Una volta si usavano esclusivamente nere, nel mondo rutilante del calcio di oggi, ogni calciatore può scegliere il colore che preferisce. Sempre secondo il dottor Perry (parliamo di uno studio della sito Footy-Boots) chi indossa scarpe da calcio di colore bianco: ‘Simbolo di luce e purezza, il bianco indica un giocatore dal talento indiscusso, autoproclamatosi ‘maestro’ senza intercessione mediatica e capace di brillare di luce propria‘. E adesso come lo dico al dottor Perry che io, pur essendo un grezzo difensore di fascia ‘tutto corsa e grinta’, ho scelto le scarpe bianche (Umbro Cruzeiro TF, 39 euro, ottime) per motivi di comodità e prezzo?

* Via Repubblica.it.

Imperia 1923 – Io non voglio mollare mai!

20 maggio 2008

Solo chi nella propria vita ha una grande passione nel cuore può capire quali sentimenti abbiano provato domenica scorsa i tifosi dell’U.S.Imperia 1923, la società calcistica della nostra città, militante nel Campionato Nazionale Dilettanti che, non scendendo in campo per la quarta volta, è stata “radiata”, cancellata dal panorama calcistico italiano. Una scellerata gestione societaria e l’indifferenza della stragrande maggioranza dei nostri concittadini, specialmente quelli che contano, hanno fatto si che si questo amaro epilogo si compiesse. Ma da domenica, qualcosa è cambiato: la gente che ama i colori nerazzurri imperiesi si è rimpossessata della propria squadra, prendendo una decisione inevitabile, coraggiosa e drammatica. I calciatori, quelli rimasti, sono stati convinti dai tifosi a non scendere in campo: ed eutanasia è stata compiuta, la spina è stata staccata. Una scelta, come detto, dolorosa, ma indispensabile: impossibile che questo stillicidio di umiliazioni e di vergogna proseguisse oltre… chi ha letto il mio blog in questo ultimo anno e mezzo sa di cosa parlo. Giocatori, che poi sono uomini, trattati come bestie, umiliati, non retribuiti, senza sapere dove andare a dormire la sera successiva. Pseudo dirigenti che hanno fatto i loro sporchi giochi infischiandosene di tutto e di tutti, violando impuniti ogni regola. Tifosi che queste “malefatte” le hanno segnalate in tutte le maniere possibili, sono stati per anni ignorati e messi all’indice, denunciati e querelati. In queste ore i giornalai locali (anch’essi con le loro colpe, per non aver mai denunciato le malefatte dei colpevoli ed avergli, talvolta, addirittura strizzato l’occhio) raccolgono le “sentite condoglianze” degli Amministratori e degli Imprenditori locali: lacrime di coccodrillo, cui non crede nessuno, neppure loro stessi… troppo tardi cari miei. Chi ha sbagliato paghi il proprio conto, chi non è intervenuto per tempo o chi ha fiancheggiato i colpevoli di questo schifo sia bandito… e che nessuno si dimentichi di loro e di quello che non hanno fatto quando dovevano. Ora, però, non è il tempo di piangere o recriminare: si deve ricominciare, perché, come si dice, solo chi cade può risorgere… e noi risorgeremo. Ora più che mai bisogna dimostrare di essere tifosi dell’U.S.Imperia 1923, perché ora tutti noi dobbiamo, uniti, far rinascere una passione ed un sogno. E tutti dobbiamo dare il nostro piccolo e grande contributo. Partendo da noi tifosi, quelli veri, quelli che in questi anni non hanno mollato, si potrà progettare una ricostruzione graduale, che parta dalle fondamenta. Nel giro di pochi anni, potremo avere una società solida economicamente, con un settore giovanile, con strutture adeguate ad un capoluogo di provincia e con prospettive a lungo termine. Solo così potremmo dire che l’estremo sacrificio di domenica sarà veramente servito a qualcosa. Io ci credo, io darò il mio piccolo contributo, io non voglio mollare mai!

Le locandine dei giornali

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