SAMUELESILVA
archive(2005-2011)

L'uomo Joseph Ratzinger

14 aprile 2010

Non sono cattolico, non sono praticante, non sono credente. Sono tutto il contrario, forse anche qualcosa di più. E’ una piccola premessa. Quando Papà Ratzinger è salito sul soglio pontificio (si chiama così?) ho provato indifferenza; avrei forse preferito un papa italiano, meglio ancora un papa nero. Ratzinger è tedesco e mi sembrava davvero una scelta molto politica, molto conservatrice. Una scelta al contrario. Inoltre non mi piaceva il suo aspetto, non mi piaceva il suo atteggiamento. Poi è arrivato il 16 Maggio 2006. Sono riuscito a guardarlo negli occhi, da brevissima distanza; un attimo, un lampo. E ho visto in quegli occhi qualcosa di umano, di buono, di incredibilmente positivo. Il suo aspetto era tranquillo, non mi sembrava il cane da guardia tedesco messo a custodire i più reconditi segreti della Chiesa di Roma, come l’avevano descritto alcuni giornali. Ho visto un signore anziano, un nonno buono, gentile, con gli occhi dolci ed un sorriso sincero. Valentina scrive: ‘Ecco, oggi io vedo Benedetto XVI come un uomo alle prese con qualcosa di più grande di lui, un uomo schiacciato, un uomo impotente. Questa sua impotenza, il peso di questa condanna senza appello continua e dilagante, ecco, lo rendono umano ai miei occhi’. Nel mio caso non è l’impotenza di Benedetto XVI a renderlo umano ai miei occhi, ma è stata una stretta di mano. Non sono cattolico, non sono praticante, non sono credente: ma non posso voler male all’uomo Joseph Ratzinger.

Papa Benedetto XVI

Carlucci impazza

25 aprile 2009

Se penso che certe persone hanno ricevuto il mio voto mi viene da vomitare. Auspico che in futuro si possa votare per la persona e non sia lo schieramento politico a scegliere; perchè se avessi visto la faccia dell’onorevole Carlucci probabilmente il mio voto sarebbe andato da un’altra parte. L’attacco a Gilioli è qualcosa di talmente squallido che non merita commenti; aiutate l’onorevole Carlucci e poi mandatelo via dalla politica italiana.

Divisi fra la vita e la morte

10 febbraio 2009

Eluana EnglaroEluana è morta. E io sono contento. Perché 17 anni in stato vegetativo non sono vita. Sono contento per il papà di Eluana, che ha dovuto soffrire davvero troppo e che, in questo momento, merita il silenzio che chiede. Forse adesso, dopo una lunga pausa di riflessione, si potrà discutere con calma e si potrà tornare a parlare di eutanasia; una parola molto discussa e, soprattutto, discutibile. Si potrà parlare con calma, e senza strumentalizzazioni politiche, di un argomento difficile e che colpisce il cuore di tutti. Perché tutti ci siamo immaginati nella situazione del signor Englaro e tutti (o quasi) abbiamo capito che certe decisioni devono essere prese nella cerchia degli affetti più cari. Le istituzioni politiche e religiose non possono e non devono interferire. E’ facile parlare seduti in parlamento oppure dal pulpito di una chiesa, è facile disporre della vita degli altri; ma fra noi, fra tutti noi e il signor Englaro ci sono 17 anni di sofferenze, 17 anni di prigionia, 17 anni al capezzale di una figlia morta. Nessuno può capire e nessuno deve nemmeno provare a capire. Ed è giusto che sia lui a decidere, nessuno può e deve sostituirsi alla persona che ha sofferto per 17 lunghissimi anni. E adesso deve calare il sipario su questa vicenda triste; il caso di Eluana è servito a farci riflettere e, spero, a farci capire. Facciamoci sentire, andiamo avanti e voltiamo pagina.

Colgo una provocazione

29 ottobre 2008

Creare (e cogliere) provocazioni è arte. E’ capacità, intelletto, velocità di esecuzione, fantasia, classe, conoscenza del mondo, capacità di vedere oltre. La foto che vedete qui a sinistra è la pubblicità della nuova Unità, diretta da Concita de Gregorio, firmata dal grande Oliviero Toscani. E’ una straordinaria opera d’arte; Toscani cita se stesso e al tempo stesso provoca e colpisce. Provoca le donne abbinando l’immagine della minigonna, simbolo della rivoluzione femminile, al nuovo format del quotidiano; un format coraggioso, sorprendente e minimale. Colpisce gli uomini con un’immagine che attira l’attenzione, due gambe e un fondoschiena che fanno girare lo sguardo e portano gli occhi ad osservare quel giornale così giovane, moderno e indomabile. Ne parlo io, ne parli tu, ne parla lei, ne parlano loro: il passaparola si muove velocemente e hai ottenuto il risultato che volevi. VENDERE. Si, signori e signore, lo scopo dell’organo di stampa ufficiale del Partito Comunista è VENDERE; siamo finalmente entrati nel presente e abbiamo aperto le porte al consumismo tanto caro alla Destra atlantica. E adesso ho proprio voglia di vedere cosa c’è scritto sulla nuova Unità diretta da Concita de Gregorio. Corro in edicola.

Dagli al negro. Razzista!

3 settembre 2008

Il sindaco di Cantù, Tiziana Sala, ha attivato un numero verde per permettere ai cittadini, anche in forma anonima, di denunciare immigrati extracomunitari clandestini. E si parla di razzismo. Fin troppo facile, automatico, fisiologico. Dagli al negro. Gli extracomunitari non sono di colore per legge: possono essere anche cinesi; lo dice la parola stessa: “fuori dalla comunità Europea”. Gilioli esprime la sua opinione, razzista, di parte e qualunquista. Da Milano probabilmente. Forse i Canturini si sono stancati di pagare le tasse anche per migliaia di extracomunitari (non per forza di colore) che, entrati clandestinamente in Italia, lavorano in nero e pagano in nero. Le colpe di questo gioco al massacro non sono certamente loro, è palese, ma le leggi in Italia sono chiare e vanno rispettate. Bianchi, neri, gialli. Tutti devono rispettarle. Senza distinzione. Con ogni probabilità il metodo adottato dal sindaco di Cantù non è il più elegante: ma se funziona e permette di risolvere la situazione, allora, ben venga.

E bravo Brunetta

7 agosto 2008

Renato Brunetta Ministro per la Pubblica Amministrazione e l' InnovazioneLa squadra di governo di Berlusconi ha ricevuto critiche da tutte le parti; molte di queste critiche sono giuste, altre meno. Poche scelte di Berlusconi hanno ottenuto maggioranza di consensi: fra queste c’è sicuramente la nomina a Ministro per la Pubblica Amministrazione e l’Innovazione di Renato Brunetta. Brunetta è forse il ministro con le migliori credenziali fra quelli scelta dal Berlusca. Non è bello, non è alto, non fa pompini (almeno penso) ma è particolarmente intelligente. E subito si è messo all’opera, le sue scelte hanno creato polemiche, consensi, problemi, stupore. A me piace definirle scelte innovative, ma del resto chi poteva attuarle se non il ministro dell’Innovazione? E quando metti le persone giuste al posto giusto i risultati si vedono: nello scorso mese di luglio la lotta contro i fannulloni statali voluta dal ministro ha cominciato a dare i suoi frutti: le assenze per malattia sono diminuite del 37%, 25000 dipendenti statali in più al lavoro. Cifre impressionanti che fanno riflettere, e tanto. E bravo Renatino. Complimenti e avanti così: da quando sono nato sento gli italiani lamentarsi del pubblico servizio; questa è la strada giusta per ottenere un’amministrazione finalmente efficiente.

Darsi una mossa?

21 luglio 2008

Come tutti sappiamo le cose in Italia non funzionano molto bene. La crisi economica è evidente, l’inflazione alle stelle: i prezzi continuano a salire e la situazione finanziaria del paese è, dicono, drammatica. E cosa fanno in parlamento? Discutono degli insulti di Bossi all’inno di Mameli (con Veltroni che chiede spiegazioni direttamente al presidente del consiglio) e dell’immunità delle alte cariche dello Stato (4 persone). Il tutto, ovviamente, pagato dai cittadini.

Ardisco, colpisco, me n'infischio

21 marzo 2008

Ardisco, colpisco, me n'infischioParlando di politica, di destra e di fascismo spunta sempre la celebre frase: “Credere, Obbedire, Combattere”. Non so perchè. Io sono da sempre affezionato ad un altro motto, di derivazione aeronautica e militare: Ardisco, colpisco, me n’infischio. Insegnamenti paterni. Quando da piccolo si costruivano gli aeroplani di carta scrivevo questa frase sulla carlinga e lanciavo orgoglioso il mio prototipo. Si tratta del motto del 30∫ Stormo B.M. (bombardieri marittimi) che operò dal 1 giugno 1931 e durante la seconda guerra mondiale. Bellissimo. Ardisco, colpisco, me n’infischio.

Io sto con Gabriella

8 marzo 2008

La vicenda Gabriella Carlucci contro Luciano Maiani (una famosa soubrette contro un famoso scienziato) è ormai diventata argomento di discussione anche nei peggiori bar di Montebelluna. Il campo di battaglia è importante, pubblico, e adesso si parla di ‘Carlucci contro Resto del Mondo’. Sempre che a scrivere sia proprio l’onorevole della mela verde. Io mi sento in dovere di difendere la povera Gabriella. Per tanti motivi, su tutti per una questione morale. Lei esprime le sue opinioni, giuste oppure sbagliate che siano: non capisco perché si debba offenderla; criticare si, offendere no. L’Italia è il paese delle truffe, dei concorsi truccati, delle raccomandazioni e delle amicizie importanti: la Carlucci sostiene che la nomina di Maiani a direttore del CNR sia truccata e ingiusta. Perché tutti si scandalizzano? Perché queste reazioni così stizzite da parte del mondo scientifico? La procedura non è proprio limpida e trasparente, anzi, e tutti sappiamo come funzionano certe cose nel nostro paese. Colui che ha il compito di proporre la nomina è Giorgio Parisi, amico e collaboratore di lunga data di Maiani. A pensare male si fa peccato ma… Sempre la Carlucci sostiene che il periodo di presidenza di Maiani al CERN sia stato un fallimento e abbia causato un buco finanziario di 510 milioni di euro. Per sostenere questa tesi pubblica articoli di Nature che accusano apertamente Maiani. Nessuno smentisce. Puoi essere il miglior fisico del mondo, il più intelligente, il più ammirato, ma se la tua azienda rischia il tracollo finanziario forse è meglio che a dirigerla vadano altri. Per concludere. Ho idea che la Carlucci venga insultata e ‘svergognata’ solo per un discorso di immagine: spettacolo contro scienza. Non credo sia corretto un atteggiamento del genere, forse sarebbe meglio valutare tutti i fattori prima di schierarsi. E poi oggi è la festa della donna… :)

Il Blog di Gabriella Carlucci

Svezia, largo ai giovani.

18 luglio 2007

Qualche giorno fa si parlava, con alcuni amici, dell’età media della classe politica italiana. Alta, decisamente alta, troppo alta. Poi, giusto ieri, mi sono imbattuto nella squadra di governo voluta dal primo ministro svedese Fredrik Reinfeldt, di anni 42. Ho cercato di paragonarli con i nostri omologhi italiani: secondo me la differenza media di età è superiore a 20 anni. Niente male. Ne ho scelti cinque, i più interessanti. Sono rispettivamente da sinistra a destra: Sven-Otto Littorin (41 anni), Cecilia Malmström (39), Tobias Billström (33), Maria Borelius (47) e Nyamko Sabuni (38). Ho escluso volutamente da questa lista il ministro delle finanze Anders Borg, 42 anni ottimamente portati con tanto di codino. Il confronto con Padoa Schioppa è quasi umiliante.

Sven-Otto LittorinCecilia MalmströmTobias BillströmMaria BoreliusNyamko Sabuni

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