SAMUELESILVA
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WebGranata

17 aprile 2009

Da qualche tempo è online WebGranata.it. Si tratta di un raccolta di siti e notizie riguardanti il Toro. Un aggregatore insomma ma dedicato esclusivamente alla squadra più bella di Torino. Sono presenti tutti i quotidiani più importanti, ovviamente ToroNews, il sito ufficiale e tutte le fonti presenti sul web. Non manca il link alla mia rubrica Schegge di Toro. Un sito fondamentale per tutti i tifosi del Toro. Tutto il Web che parla del Toro, tutto assieme.

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Camolese, vittoria e speranze

15 aprile 2009

Schegge di ToroAlla prima partita in casa Mister Camolese ha centrato il bersaglio grosso. Vittoria e tre punti pesantissimi visto il risultato del Bologna; perchè il Toro deve giocoforza fare gara sui Felsinei e, forse, sul Chievo, che dista quattro punti ma che ha un calendario decisamente impegnativo (Roma, Inter, Genoa, Napoli e … Bologna). Non certo più impegnativo dei granata che dovranno affrontare nell’ordine Milan, Siena, Fiorentina, Bologna, Napoli, Genoa e Roma. Dopo la partita con il Catania sono moderatamente ottimista: ho visto qualcosa di importante e positivo. La voglia di rischiare e di vincere; con Rosina (io non l’ho visto così male, anzi…) e Abate ad illuminare due centravanti veri mi sembra che la squadra sia decisamente più pericolosa; non ho visto trame di gioco sfavillanti ma una costante pericolosità e un Bianchi finalmente assistito e convinto. Certo Stellone e Ventola sono qualcosa di assolutamente inguardabile (portare D’Onofrio in panchina?) ma almeno tengono in apprensione i difensori avversari. Anche la difesa sembra indirizzata nella direzione giusta (se escludiamo l’errore di Sereni in occasione del gol di Martinez): Natali è un baluardo difficilmente superabile, Franceschini è tornato il difensore ammirato a sprazzi nella prima stagione granata; considerando Dellafiore in panchina la difesa mi sembra davvero il punto forte di questa squadra. L’unica nota dolente è forse il centrocampo nel quale ho visto un Barone in netto peggioramento e un Dzemaili più ispirato nel gioco difensivo che in quello offensivo: manca davvero un giocatore di qualità e cervello da mettere al suo fianco. Vedremo cosa riuscirà ad inventare Camolese nelle prossime partite. Intanto domenica andiamo a Milano: impresa disperata ma non impossibile. Io proverei a giocare con Gasbarroni e Rosina alle spalle di Bianchi e Saumel in mezzo. La speranza è l’ultima a morire e un punto a Milano sarebbe davvero importantissimo. E siamo sempre alla ricerca della prima vittoria esterna. Forza Toro, nel cuore e nell’anima.

Tocca a Camolese

4 aprile 2009

Schegge di ToroIl fallimentare campionato del Toro ha mietuto un’altra vittima illustre: dopo De Biasi (le cui colpe maggiori sono di aver sopravvalutato la rosa durante il precampionato) è il turno di Novellino. Il mister di Montemarano non ha grosse responsabilità, ha semplicemente ereditato una squadraccia credendo di avere per le mani uno squadrone. Ha impiegato 3 partite ad accorgersi dell’errore e non è riuscito a porre rimedio; ha sistemato la fase difensiva ma non è riuscito a vincere le partite fondamentali. Adesso tocca al ‘Camola’, uomo da Toro, uomo di Toro. Forse, anzi sicuro, sarebbe dovuto arrivare prima. Adesso non è un’impresa facile, servono 14-15 punti nelle ultime 9 partite. Le avversarie sono Palermo, Milan, Fiorentina, Napoli e Roma in trasferta, Catania, Siena, Bologna e Genoa in casa. Le prossime due partite sono un crocevia fondamentale: se arriveranno quattro punti (impresa non impossibile) potrebbe esserci ancora speranza, in caso contrario addio sogni di salvezza. Come giocherà Camolese? Il tecnico di San Mauro ha sempre giocato con il 3-4-1-2, ma nella rosa granata ci sono gli uomini per attuare questo schema? Penso di si, le alternative non mancano. In queste due settimane il mister ha lavorato molto, ha provato tutti i giocatori a disposizione, ha parlato con tutti. E’ riuscito anche nell’impresa di riesumare Francheschini del quale non si sentiva parlare da quasi due anni. Adesso però si scende in campo e quest’anno il Toro è stato davvero molto bravo con la lingua ma pessimo con i piedi. L’esordio non è certo agevole, il Palermo lotta per la zona UEFA e in casa è squadra formidabile. E’ riuscito Camolese, in soli 13 giorni, a rivitalizzare il Toro? Lo sapremo fra meno di 24 ore. Forza Toro, nel cuore e nell’anima.

E adesso è davvero durissima

18 marzo 2009

Schegge di ToroDopo una serie di partite positive il Toro è crollato nuovamente nel baratro. Non ho visto la partita ma non penso sia fondamentale. Ho letto i commenti e mi sembra di capire che a Bergamo si sia vista la solita squadra: compatta in difesa (quando tutto funziona) e poco brillante in zona gol. Se capita di subire una rete è il dramma; di reagire proprio non se ne parla e gli schemi offensivi sono un’utopia. Dall’arrivo di Novellino il Toro ha realizzato 10 gol in 13 partite (18 subiti 12 punti realizzati ), con De Biasi in panchina invece il Toro ha segnato 12 gol in 15 partite (24 subiti, 12 punti realizzati). I numeri parlano di un leggero miglioramento: bisogna però considerare che De Biasi non ha potuto disporre di Sereni e Natali per lungo tempo e di Dellafiore arrivato a Gennaio; in fase difensiva sono elementi importanti. Questo leggero miglioramento purtroppo non basta, la classifica parla chiaro. La salvezza dista due punti, tanti ma non tantissimi; il vero problema è l’andamento delle due squadra che precedono il Toro in classifica e con la quale, con ogni probabilità, ci sarà da lottare: Chievo e Bologna sembrano volare; i Clivensi hanno inanellato una serie di risultati incredibile (vittoria 3-0 contro la Lazio in trasferta giusto domenica scorsa) mentre i Felsinei possono vantare il capocannoniere del campionato e una organizzazione offensiva nettamente superiore a quella granata. Considerando ipotizzabile la salvezza a 40 punti il Toro deve conquistarne 16 nelle prossime 11 partite: molto difficile per una squadra che non segna da quasi 300 minuti. Se domenica, contro la SampDoria di Cassano e Pazzini, non dovesse arrivare la vittoria si potrebbe tranquillamente parlare di retrocessione anticipata. Speriamo nel risveglio di Bianchi e nel ritorno di Corini. Forza Toro, nel cuore e nell’anima.

Il discorso di Ferruccio Novo

13 marzo 2009

Questo è il discorso di Ferruccio Novo (interpretato dal bravissimo Remo Girone) che conclude il film “Il Grande Torino“. Splendido.

Furto, fuorigioco, sconfitta. Già visto.

9 marzo 2009

Schegge di ToroQuando la nostra avversaria ha la maglia a strisce sono sempre preoccupato. Quando le strisce sono di colore bianco e nero la preoccupazione diventa doppia. La paura che la terna arbitrale possa influire sul risultato è sempre viva. In molti casi la paura si trasforma in realtà: anche sabato scorso ovviamente. Era molto difficile vincere, la giuve è seconda in classifica anche grazie a qualche fischio favorevole ma non solo per quello. La giuve ha grandissimi giocatori e, anche se qualcuno è stato risparmiato in vista del Chelsea, la formazione schierata da Ranieri sabato sera era di tutto rispetto. Però. Però se l’arbitro non avesse possibilità di influire sul risultato probabilmente la partita sarebbe finita in modo diverso. Certo, ci fosse la moviola che Platini (ex-gobbo) odia tanto… Mi riferisco al pugno di Salihamidzic ad Abate (espulsione al 28′ del primo tempo) e soprattutto al fuorigioco di Iaquinta in occasione del gol: parliamo sempre di calcio veloce e difficoltà di giudizio, ma in questa occasione la posizione irregolare era susseguente ad un calcio da fermo e quindi molto più facile da vedere. L’assistente ha sbagliato in modo netto. Analizzando la partita devo ammettere di aver visto un bel Toro: il primo tempo è forse stato uno dei migliori della stagione, Rosina ispirato, centrocampo compatto, difesa equilibrata. Molti criticano Pisano ma io ho visto il nostro terzino disputare una splendida partita e se Stellone avesse anche la capacità di segnare forse avremmo qualche punto in più in classifica. Nel secondo tempo la squadra è calata ma ha comunque tenuto il dominio del centrocampo; certo la giuve ha avuto le occasioni più nitide e solo San Sereni ha permesso al Toro di non capitolare: ma quando giochi contro Amauri, Iaquinta e Giovinco può capitare che possano inventare qualcosa. Non ho capito molto alcune scelte di Novellino. Bianchi fuori è un’assurdità, soprattutto dopo aver visto le sue alternative in campo. Altra assurdità far entrare Ventola (e non Gasbarroni, oppure Bianchi stesso) al posto dell’infortunato Rosina. Mi è piaciuto molto Barone (non l’avrei tolto) ma a dire il vero è tutta la stagione che il campione del mondo gioca discretamente. Quindi un buon Toro, che continua a giocare discretamente e che ha blindato la difesa (solo 4 gol subiti nelle ultime 7 partite, tutti da calcio piazzato e ‘almeno’ 2 sicuramente irregolari: Italiano contro il Chievo e Chiellini) ma che purtroppo soffre troppo in zona gol: qualcuno accusa Novellino di non sviluppare gioco ma sabato sera ho visto tantissimi cross, tantissime discese sul fondo: io credo proprio che sia un problema di uomini e non di schemi. Domenica prossima si gioca a Bergamo, poi ciclisti in casa e quindi Palermo in trasferta. Bisogna continuare a giocare come nel derby, i risultati (arbitri permettendo) arriveranno. Forza Toro, nel cuore e nell’anima.

Riporto, per correttezza, quanto scrive Gazzetta.it nelle sue pagine dedicate alla moviola. Mi piace molto quando scrivono ‘anche se di poco’ e ‘rischia’. Divertente.

TORINO-JUVENTUS 0-1 – Al 26’ Sereni respinge sulla linea il colpo di testa di Iaquinta: non è gol, Farina vede bene. Due minuti più tardi, l’arbitro e l’assistente Niccolai non si accorgono che sulla battuta di un corner Salihamidzic si gira e dà un pugno, anche se non particolarmente forte, ad Abate che lo tiene d’occhio. Un caso da prova tv. Il gol di Chiellini nasce da una punizione che il Torino contesta, ma Colombo trattiene per il braccio Iaquinta. Batte Nedved e Iaquinta oltre la difesa del Torino anche se di poco salta cercando di colpire, non riuscendoci. La palla arriva a Chiellini che sbuca da dietro e viene messa in rete. Iaquinta rischia di far annullare il gol perché il suo movimento indica che partecipa all’azione.

Toro contro merdeastrisce

7 marzo 2009

Schegge di ToroStasera si gioca il derby. La mia presenza allo stadio e ovviamente scontata: è una partita particolare, diversa dalle altre. La settimana del derby è stata tremenda: non ho pensato ad altro. Mi piacerebbe riuscire a scrivere un’analisi tecnica ma non riesco. Il cervello è obnubilato dalla tensione. Suggerisco comunque a Novellino di puntare al gioco sulle fasce: Molinaro e Salihaminchia non mi sembrano due fenomeni, mentre i nostri laterali (soprattutto Abate, nettamente più veloce del suo dirimpettaio) possono davvero fare male. Ho tirato fuori dal cassetto la sciarpa portafortuna (è un secolo che non vado allo stadio con la sciarpa) e, visto che sono ‘solo’ 14 anni che non vinciamo la stracittadina, ho deciso di ricorrere alla scaramanzia. Prima della partita con l’Udinese ho degustato una dose di Caffè Sport Borghetti: l’esperimento, ovviamente, verrà ripetuto anche questa sera. Ho già i brividi che mi percorrono la schiena e so che quando salirò i gradini dell’Olimpico lo stomaco diventerà un blocco di cemento. E’ impossibile riuscire a spiegare ad un profano le sensazione che questa partita provoca: sono certo che anche le merde tremano all’idea di perdere (noi siamo abituati) ma in questi giorni professano sicurezza e distacco. E io voglio vincere. Perché è il momento giusto, perchè sono 14 anni, perchè la classifica richiede una vittoria. Perchè noi siamo il Toro e rappresentiamo il bene che lotta contro il male (il male, è scontato, sono loro). E alla fine il bene vince sempre. Forza Toro, nel cuore e nell’anima.

Toro contro merdeastrisce

Comunque vada a finire, la nostra vittoria più grande è quella di avere scelto di non essere loro. Potremmo anche perderne 500, 1000, 10000 di fila, ma questo sarà sempre, ed è, il derby più bello che abbiamo vinto.

Rapine bianconere

4 marzo 2009

A quattro giorni di distanza dal derby si parla di rapine. Che noi tifosi del Toro di rapine ne ricordiamo diverse. Ma l’argomento in questione (le rapine) non è da attribuirsi al mondo del calcio: tre ultras della Giuventus (quindi non Moggi, Bettega e Giraudo) sono stati arrestati per una serie rapine commesse nel Nord Italia. Tifosi la domenica, ladri professionisti in settimana; si parla di un bottino di 140.000 euro. Briciole. I tifosi della gobba insorgono e tutti i torti non hanno: questo massacro mediatico (gli organi di informazione hanno abbinato con ironia malcelata il termine rapina alla parola juventus) è però causa di sospetti, vittorie, furti, rapine sportive, rigori inventati, espulsioni evitate, arbitri comprati (aggiungete a piacere) che la gobba si porta dietro da tanti, tantissimi anni. Io ricordo il gol di Turone ma la storia ci insegna che la tradizione è iniziata molto prima. Chi è causa del suo mal pianga se stesso dice il proverbio. Nel pomeriggio Mourinho ha accusato la stampa (e Ranieri) di parlare dei favori arbitrali a favore dell’Inter (e sono tanti, nonostante il tecnico della capolista minimizzi) e di dimenticare le vittorie, favorite da decisioni errate, della giubentus. E’ come il corvo che dice al merlo: “Quanto sei nero!”. In casa bianconera rubano tutti, da anni: adesso anche i tifosi. Non chiedo tanto: voglio solo evitare rigori inventati e fuorigioco sbagliati sabato sera. Alla domanda su quale fosse il reparto più forte delle schifezze Novellino ha risposto l’attacco. Ma sicuramente pensava all’arbitro. E non parlerò più di calcio sino a sabato sera.

E venne il derby

3 marzo 2009

Schegge di ToroNon ho visto la partita di Cagliari. Le cronache e gli amici mi raccontano di un Toro quadrato, ben disposto in campo ma poco incisivo nella metà campo avversaria. Sereni, Natali e Dellafiore hanno blindato la difesa (solo tre gol nelle ultime sei partite) e il vecchio Corini ha preso in mano le redini del centrocampo. Bene così, il pareggio in terra sarda è il quarto consecutivo in trasferta (prima si perdeva praticamente sempre) e arriva dopo i risultati positivi ottenuti contro Lecce, Inter e Lazio. Certo bisognerà anche riuscire a vincere qualche partita. Chi è il prossimo avversario? Ecco, proprio gli odiati cugini a strisce. Sembra l’occasione giusta per ottenere la seconda vittoria consecutiva sul terreno dell’Olimpico. Una vittoria che potrebbe consentire al Toro di allontanarsi dalla zona calda e che ci permetterebbe di rimanere una delle due squadre imbattute nel girone di ritorno (l’altra è l’inter). Che partita sarà? Prevedo il solito brutto derby, tatticamente esasperato, con due squadre che cercheranno di vincere rischiando poco. Novellino non abbandonerà l’idea del 4-5-1 (perché stiamo giocando proprio con questo schema) ma credo che cambierà gli uomini d’attacco: penso alla coppia Gasbarroni-Stellone perché Rosina e Bianchi hanno pensato bene di fallire tutte le opportunità concesse, non ultima quella di Cagliari. In due hanno realizzato 7 gol di cui quattro su calcio di rigore. Poco per una coppia da 20 milioni di euro (ipotizzabili) e da 28 gol (sempre ipotizzabili) a stagione. E’ una coppia da salvare e rilanciare, ma in questo momento servono certezze. Il derby è una partita particolare, la tensione in città (e non solo in città) è altissima. Sono tanti, troppi anni che il Toro non vince la stracittadina. E’ giunto il momento. Forza Toro, nel cuore e nell’anima.

Finalmente il collettivo

24 febbraio 2009

Schegge di ToroFinalmente è arrivata la vittoria. Una vittoria sofferta, ma ottenuta con la voglia di vincere e con la grinta; proprio come piace ai tifosi del Toro. Novellino ha mischiato ancora la carte proponedo nuovamente Dzemaili nel ruolo di trequartista, rilanciando Bianchi e Saumel e lasciando inizialmente in panchina Rosina; Gasbarroni in campo dal primo minuto. La svolta si è avuta nel secondo tempo con l’ingresso del capitano, di Ventola e di Stellone: questi tre hanno rilanciato le azioni granata e dalla collaborazione fra il fantasista di Belvedere Marittimo e il master della spizzata (questa volta involontaria) è nata la rete decisiva di DellaFiore. Questa potrebbe suonare come una critica alle scelte iniziali di Novellino ma io penso (e non solo io) che le partite si vincano anche con la panchina: inserire nel momento opportuno giocatori validi e motivati (come nel nostro caso) può cambiare il corso di qualsiasi incontro. Nella partita con l’Udinese mi sono piaciute diverse cose. La difesa è stata praticamente perfetta, Natali è un gladiatore e Pisano un valido scudiero; con Dellafiore formano un ottimo trio di centrali difensivi. Anche Sereni sembra tornato ai livelli dello scorso campionato, sarà merito di Gandini? Se fosse così bisognerebbe fare un monumento al nostro preparatore dei portieri. A centrocampo ho visto un Corini molto ordinato, forse ha ragione Novellino quando dice che il Genio risulterà fondamentale nelle prossime 13 partite; mi sono piaciuti molto anche Abate (quanto parte è inarrestabile) e Saumel (sempre affidabile). Nel finale ho visto quella concentrazione e quella grinta che in altre occasioni era mancata: ho ammirato Rosina giocare con la palla incollata ai piedi e mi sono esaltato quando Ventola ha rincorso e steso da dietro un avversario lanciato verso la nostra area di rigore (con conseguente ammonizione). Ho visto una squadra che gioca come un collettivo vero (forse la prima volta quest’anno): in questo ed in altre piccole cose comincio a vedere il lavoro di Novellino (e di Artico, il preparatore atletico). Adesso Cagliari e poi il Derby. Forza Toro, nel cuore e nell’anima.

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