SAMUELESILVA
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Dagli al negro. Razzista!

3 settembre 2008

Il sindaco di Cantù, Tiziana Sala, ha attivato un numero verde per permettere ai cittadini, anche in forma anonima, di denunciare immigrati extracomunitari clandestini. E si parla di razzismo. Fin troppo facile, automatico, fisiologico. Dagli al negro. Gli extracomunitari non sono di colore per legge: possono essere anche cinesi; lo dice la parola stessa: “fuori dalla comunità Europea”. Gilioli esprime la sua opinione, razzista, di parte e qualunquista. Da Milano probabilmente. Forse i Canturini si sono stancati di pagare le tasse anche per migliaia di extracomunitari (non per forza di colore) che, entrati clandestinamente in Italia, lavorano in nero e pagano in nero. Le colpe di questo gioco al massacro non sono certamente loro, è palese, ma le leggi in Italia sono chiare e vanno rispettate. Bianchi, neri, gialli. Tutti devono rispettarle. Senza distinzione. Con ogni probabilità il metodo adottato dal sindaco di Cantù non è il più elegante: ma se funziona e permette di risolvere la situazione, allora, ben venga.

22 Commenti

  • Suzukimaruti ha detto:

    Per me non c’è problema. E’ la volta buona che cacciamo gli svizzeri dall’Italia (Dzemaili a parte, ovvio!).

    Il principio della delazione – a me nostalgico dell’epoca di Tito – piace molto. Quindi facciamo pure il numero verde anti-clandestini, ma con lo stesso principio facciamo un bel numero verde a cui segnalare gli evasori fiscali (italiani) in modo anonimo?

    Chissà perché questa seconda ipotesi a chi ci governa attualmente piace poco…

  • Teiluj ha detto:

    ci stiamo, fortunatamente, dirigendo verso una nuova rotta, di “controtendenza”: finalmente iniziamo a distinguere tra razzismo e legalità.. E’ un processo lento, ma già in atto da un po’ di tempo. Non devo più sentirmi in colpa se TU che trasgredisci le leggi sei nero, giallo, handicappato o misero: perchè ciò che rimane è che trasgredisci le leggi.
    Grazie a Dio.
    O chi per lui, s’intende.

  • Novecento ha detto:

    @Suzukimaruti, c’è ed è il 117.
    Istituito appositamente a quello scopo. Ed anche parecchio utilizzato a tal fine.

  • Robba12 ha detto:

    Oddio, io non ci vedo una grande differenza tra questo ed un servizio per denunciare gli assenteisti… quindi non ci vedo nulla di male…

  • Samuele ha detto:

    ->Novecento: non vorrei scrivere stupidate ma mi sembra che le segnalazioni al 117 non possano essere anonime. E’ una grande differenza.

  • MassiGrassi ha detto:

    Il concetto chiave è proprio l’anomimato.

    Perchè vi ricordo che qualunque cittadino che si trova davanti ad un reato è tenuto (dalla propria educazione civica) a denunciarlo alle autorità.

    In questo caso c’è solo l’anonimato garantito in più … non mi pare una cosa così stravolgente,

  • pupilla ha detto:

    Carina l’idea dell’ennesimo numero da comporre per fare ciò che più ci piace: puntare il dito, denunciare e poi starcene alla finestra a guardare….c’é una bella differenza tra l’evasore fiscale e il clandestino, credo. Giustissimo parlare di legalità, di rispetto delle leggi, ma non nascondiamoci dietro questo per giustificare il nostro razzismo. Perché di questo si tratta, alla fine: essere contro il diverso, temere chi arriva da lontano e così ci dimentichiamo che sono persone che scappano da guerre, da terre tormentate da malattie e povertà. Non parliamo di persone che hanno possibilità di scelta, parliamo di chi è costretto a lasciare il proprio paese e mi sembra abbastanza riduttivo ricondurre il discorso semplicemente al rispetto delle regole. Acthung banditen!

  • Vincenzo ha detto:

    Mah… ti rispondo sul mio blog.

  • alessandro gilioli ha detto:

    Carissimo, abito a Roma – all’ Esquilino, forse il quartiere più multietnico della città.

    Accetto ogni critica e sicuramente la mia opinione è “di parte”.

    “Qualunquista” non credo, perché – nella maggior parte – le persone qualunque temo siano felici di telefonare al numero verde canturino.

    Sul “razzista” non capisco. Penso solo che sia più civile, e più bella da viverci, una società in cui i più deboli – e i sans papier purtroppo lo sono – non siano oggetto di delazione, tanto meno anonima.

    Cordiali saluti a tutti.

  • Samuele ha detto:

    ->alessandro gilioli: ti spiego “il razzista”. Tu dai per scontato, nel tuo articolo, che i clandestini siano di colore. Perché? Secondo me è un comportamento molto razzista. Il discorso clandestino=negro non funziona se non nella mente di un razzista.

  • alessandro gilioli ha detto:

    Vedi, Samuele, l’assimilazione di cui parli è nella testa di chi ha avuto la pensata del numero verde.

    Non tanto e non solo per il colore della pelle, quanto per quell’insieme di linguaggio non verbale – visivo – che contraddistingue gli ultimi della nostra società: i laceri romeni, gli zingari, i senegalesi che vendono elefantini.

    E la motruosità incivile di questo provvedimento sta proprio nell’invitare i “cittadini per bene” a segnalare ai vigili l’avvistamento di questi ultimi, affinchè si provveda alla loro rimozione dai nostri sguardi.

  • Samuele ha detto:

    ->alessandro gilioli: ma Alessandro, un “cittadino per bene” dovrebbe comunque segnalare la presenza di un clandestino. Chiamando la polizia, dando le proprie generalità e denunciando il fatto. La differenza è semplicemente aver fornito un ulteriore mezzo di denuncia: non elegante ma funzionale.

    Dovresti chiedere alle nostre forza dell’ordine come funziona in Italia con i clandestini: io purtroppo lo so bene e ti posso assicurare che la situazione è veramente al limite.

  • Leone ha detto:

    Iniziativa giustillima ed utilissima, il mio personale plauso al sindaco ed a tutta la giunta comunale.

    Mi faccio promotore di una proposta :
    Creare un numero verde provinciale ove fare queste segnalazioni, poi le prefetture le inoltrano ai sindaci competenti e se questi non provvedono si denuncia il sindaco per omissioni d’atti d’ufficio e si scioglie il consiglio comunale.
    l
    Mi faccio promotore di una seconda proposta :
    Ora che abbiamo sigillato l’accordo con la Libia prendiamo in affitto un’area desertica e senza fini di estrazioni di grandezza adeguata e destiniamola a centro di accoglienza immigrati !! Appena una barca di clandestini approda sulle Ns coste li preleviamo e li portiamo al centro accoglienza sito nel nulla del deserto libico, a viveri ed acqua razionata, poi se vogliono scappare dal centro accoglienza facciano pure !! Le altre nazioni se vogliono criticarci possono andare a prelevarli li a spese loro … E TENERSELI !!!

  • Mox ha detto:

    Scusate, ma siete di Cantù? Insomma è veramente così difficile da gestire la questione degli immigrati in una cittadina come Cantù? O forse è una questione economica, forse le associazioni che si occupano di affrontare la questione dell’immigrazione e dell’integrazione costano troppo? E i soldi che si vorrebbero togliere a queste associazioni per cosa saranno realmente impiegati? Io qui non mi schiero, penso solo che qualsiasi azione intrapresa da chi ci governa (e gestisce i soldi che gli diamo nostro malgrado)vada considerata da più punti di vista, senza dare per scontato che servirà veramente a fare quello che si propone di fare. Per capirci, credo occorra provare a pensare a tutte le conseguenze, positive e negative e soprattutto a chi giova e in cosa.Cosa si otterrebbe usando questo servizio (in positivo e in negativo)? Cosa cambierebbe?

  • Audrey Hollander ha detto:

    Francamente questo post è scioccante!!

    Come fate a dire che non è una norma razzista?

    Un cittadino su cosa si basa per denunciare un eventuale clandestino ?

    Si può basare solo sulla razza cio è se è slavo,nero,arabo,cinese… insomma se non ha una faccia da ariano o da latino può essere denunciato.

    Ciò non basta perchè magari poi è regolare quindi oggetto di calunnia.

    E’ agghiacciante!

    Poi nel post c’è un accenno sulle tasse pagati dai cittadini per i lavori in nero svolti dagli immigrati,
    ma scusate ma chi usufruisce dei servizi dei lavoratori se non gli stessi cittadini.

    Non capisco perchè in Italia si debbano punire i più deboli accanendosi con gente che ha bisogno di lavorare per vivere, piuttosto che punire imprenditori senza scrupoli che schiavizzano extracomunitari pur di trarre un profitto maggiore, è una cosa vergognosa!!

    ps
    datemi il numero verde e speriamo che passi Bush da Cantù

  • Samuele ha detto:

    ->Audrey: io dico semplicemente che la razzista sei tu. Si parla chiaramente di cittadini extracomunitari. Perché dovete sempre tirare fuori il colore della pelle? Anche un cittadino statunitense che lavora in nero in Italia è un cittadino extracomunitario. Razzismo, lo dice la parola stessa, si riferisce alla razze. Quindi mi chiedo cosa possa centrare il razzismo? Ma perché parliamo sempre di razzismo? Qui si parla di clandestini entrati illegalmente in Italia: esiste già una legge che impedisce questo. Ma non è una legge razzista e nessuno si sogna di scriverlo!!!!! Il discorso che invece fai tu è razzismo. Il razzismo può esserci anche nei confronti di un bianco, mica deve essere per forza bianco verso nero. Se io non lavoro perché c’è un clandestino nero al mio posto ma non viene denunciato perché ‘poverino’ deve mangiare, è razzismo. Preferisci lui a me per il colore della pelle. Quindi TU sei razzista, non certo io.

    Per quanto concerne il discorso degli imprenditori senza scrupoli hai pienamente ragione. Chi assume un clandestino deve chiudere baracca e burattini e finire in galera: sono convinto che a quel punto non ci sarebbe bisogno del numero verde!!

  • Audrey Hollander ha detto:

    Tu scrivi “Anche un cittadino statunitense che lavora in nero in Italia è un cittadino extracomunitario”

    ma è proprio questo il punto:
    un cittadino statunitense non verrà mai denunciato perchè anglosassone.

    Verrà denunciato solo l’arabo, il cinese o l’africano e ciò costitutisce una grave discriminante razzista.

    Inoltre da quello scrivi credo tu non conosca l’etimologia di razzismo:

    il razzismo non è solamente discriminazione fra bianchi e
    neri (o fra neri e bianchi come dici tu) ma è ogni episodio di intolleranza basato sull’etnia, sesso o religione.

    Se tu non lavori perchè c’è un clandestino nero al tuo posto non è razzismo ma è economia. E se io (sempre ammesso che possa sapere che costui è un clandestino)non lo denuncio perchè “poverino” deve mangiare è pietà non razzismo. Non preferisco lui a te sulla base del colore della pelle ma sulla base della fratellanza cristiana
    (nel mio caso del senso morale).
    Se invece lo denuncio solo perchè è nero (e penso sia clandestino) non è razzismo?

  • Samuele ha detto:

    Cara Audrey, in Italia c’è una legge molto chiara che impedisce il lavoro nero e la clandestinità. E’ dovere di ogni cittadino denunciare entrambe le cose. A Cantù hanno semplicemente creato un numero verde (rispondono i vigili urbani) che permette ai cittadini di segnalare più velocemente tali situazioni.

    Quindi ti chiedo: la legge italiana è razzista? Perchè nessuno si lamenta?

  • Audrey Hollander ha detto:

    La legge no (perchè si presume che chi effettua una denuncia in forma ufficiale abbia prove concrete della clandestinità del denunciato e quindi non si basi solo sul pregiudizio), ma l’istituzione del nverde è una chiara istigazione all’intolleranza e all’odio razziale.

    Proprio l’anonimato infatti permetterà al “cittadino” di denunciare chiunque (senza avere uno straccio di prova) solo in base all’etnia,alla religione o al colore della pelle.

  • Ettore Fiermaosca ha detto:

    Beh, se esistono genotipi diversi e catalogabili, esistono pure le razze miei cari…
    I cosiddetti “Indiani” d’America, o “pellerosse” ad esempio, hanno fornito studi scientifici sul loro adattamento biologico all’ambiente, rimasto unico e localizzato proprio perchè mai mescolatisi con altri popoli: la prova è che sono una “razza” praticamente immune da numerose malattie e deficit vari (mortali nel resto del mondo) pur essendo strutturalmente come le altre.
    Antropologicamente però oggi fanno più pena dei palestinesi, perchè vivono di ricordi, non sono più un popolo e vengono studiati in “riserve” come fossero orsi panda.
    Se non li consideriamo nemmeno come razza, li abbiamo cancellati dal mondo!
    Tecnicamente un razzista dovrebbe essere un addetto ai razzi, come il fuochista per i lanci pirotecnici…
    Mentre il sostenitore di razze dovrebbe essere semmai un “razzesta” o “razzeologo”…
    Ma siccome per gli ebrei suona meglio un “…ista” (visto che lo assimilano a “nazista”) ecco che ha preso piede questo altro equivoco.
    Cosa si farebbe pur di non essere accusati di xenofobia…
    L’Italia si contraddistingue invece per un nuovo ulteriore primato: stranieri che in perfetta clandestinità, come gli africani via mare, giungono indisturbati a vagonate, sbarcano dove gli capita, possono comportarsi come gli pare o delinquere restandosene sempre anonimi, possono nutrirsi del meglio che il mondo intero abbia mai potuto offrire loro con la F.A.O. e il W.F.P. uniti assieme…
    Dai puzzolenti “pangolini” alla brace ai dolcissimi “tegolini” inzuppati magari nel Chianti il passo è breve, e se qualche Italiano avesse da ridire ecco che gli scatta l’accusa di “caddivo idaliano razzisda”, supportata dai giornalisti, blogghisti, programmi TV, intellettualoidi cattocomunisti e filosofi-magistrati globalizzati pronti a scarcerarli.
    Puta caso venissero rimpatriati, questi placidi e riconoscenti ospiti di ogni dove, lo fanno poi in grande stile salendo sui voli Alitalia spesati dai governi coi soldi delle tasse, guardandosi bene dal portarsi dietro aiuti umanitari o idee per risolvere i problemi dei loro compaesani rimasti in terra d’origine!!!!
    Che bel futuro ci stiamo costruendo qui… pur di non essere “accusati”.

  • Tabbacchiera ha detto:

    E basta, datevi da fareeeeee per sto Paese!
    Altro che chiacchere da bar…

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