SAMUELESILVA
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La regola del 10/100

5 settembre 2008

In questi anni da appassionato/studioso di fotografia ho sempre cercato di costruire uno stile, mi sono sempre imposto delle regole. La più famosa, la mia preferita, è quella che io definisco 10/100. E non sto parlando di informatica e connessioni Ethernet. E’ un gioco per certi versi crudele ma strettamente necessario per migliorare le proprie qualità e per diventare un buon fotografo. E’ molto semplice. Scaricate le foto che avete scattato con la vostra bellissima e modernissima macchina.foto sul computer: quante sono? Non ha importanza, non devono essere più di 100. Sono 170? Troppe, inutili: dovete cancellare, cancellare e ancora cancellare. Devono rimanere 100 immagini. Lasciate passare 24 ore, dormiteci sopra, a mentre fresca dovete eliminarne 50. Adesso fate una pausa più lunga, prendetevi due giorni di tempo, quindi scegliete altre 25 foto e spostatele nel cestino. E’ difficile vero? La risposta è si. E adesso dovete cancellare altre 5 foto, ne rimangono 20. Ancora 24 ore di pausa e via, ancora 5 foto nel cestino. Siamo quasi arrivati alla fine di questa difficile prova mentale e di concentrazione. Abbiamo 15 foto ma solo 10 sono degne di restare nella nostra personalissima collezione. Un ultimo sforzo, eliminate 5 immagini. Fatto, ne sono rimaste 10, le migliori delle 100 iniziali. Ne avete buttate 90, ma non dovete piangere sul latte versato: questo è un esercizio che può sembrare stupido ma in realtà è decisamente impegnativo. Bisogna confrontare e giudicare, cercare i difetti e capire quali sono le immagini da salvare. E’ un gioco di critica costruttiva che permette di valutare al meglio le nostre idee prima e dopo lo scatto. E soprattutto ci permette di conservare solo le foto migliori: perché il nostro pubblico deve ammirare solo gli scatti riusciti. E’ proprio questa la differenza fra un pessimo fotografo e un bravo fotografo: il bravo fotografo mostra solo gli scatti interessanti e crea attorno al suo nome un alone di infallibilità. Provate a mentalizzare e ricordare le foto dei grandi del passato: Adams, Salgado, Capa, Avedon, Mapplethorpe, Giacomelli, Palmasco. Vi ricordate una foto brutta, sfuocata, mossa? No. Ma state tranquilli e rilassatevi: anche loro, i maestri, hanno fatto delle foto brutte. La differenza e che non le hanno mai fatte vedere.

* La regola del 10/100 è una mia moderna e personalissima versione del celebre 3/36 che Filippo Crea teorizzava nella sua rubrica sulla rivista ‘TuttiFotografi” e nel libro “Guida alla composizione”.

16 Commenti

  • Davide Salerno ha detto:

    mmm Palmasco tra i grandi del passato…. non sapevo della sua dipartita… mi spiace molto era un grande fotografo: una prece.

    Per quanto riguarda la regola dal 10/100 bisognerebbe riuscire ad applicarla on-fly ovvero bisognerebbe riuscire a fare direttamente meno scatti (ma buoni) anche perchè con quello che occupano le fotografie delle moderne macchine foto si risparmia anche parecchio spazio.

    ;-)

  • Samuele ha detto:

    ->Davide Salerno: mica c’è scritto che sono morti. Anche Salgado è ancora in vita… :D

  • Viditu ha detto:

    mmm… gioverebbe al mio archivio… e alle mie tasche… senz’altro ho imparato a farlo per le mie elaborazioni, cio è non postproduco più di qualche foto di ogni sessione… solo quelle che meritano e che vanno a finire nella sezione particolare, quello si… (però cancellare proprio no, non è nelle mie corde)

  • rinkoboy ha detto:

    ok.. allora a me tocca applicare la legge del 0/10. Faccio poche foto, fanno schifo e le scarto tutte :(

  • Valentina ha detto:

    Ma vedi, quel che tu applichi alla fotografia è in realtà anche un ottimo metodo applicabile a qualunque arte si voglia seguire con un minimo di disciplina. Vale con le parole, ad esempio. Si scrive a getto continuo, come un flusso, poi si sfronda…
    Bello, mi è piaciuto molto quel che hai scritto. E’ ricco di spunti.
    V

  • Federico ha detto:

    La regola del Crea è un po’ antiquata. Il denominatore (36) era tarato sulle pellicole!
    Ottima regola, ma veramente difficile da attuare, perchè ti sembra di cancellare i ricordi!

  • Mauri83 ha detto:

    Naa che spreco! Siamo coerenti! Un amico, dice: “Un bravo fotografo, non ne sbaglia neanche una!”

  • Arciere ha detto:

    Io sono ancora un nostalgico delle diapositive e delle reflex analogiche (ho anche la digitale ma fotografare con l’altra è tutta un’altra storia….)

  • Samuele ha detto:

    ->Mauri83: non è questione di sbagliare, con il digitale è difficile sbagliare tecnicamente una foto. Io parlo di foto brutte, magari un espressione sbagliata di una modella, un panorama poco invitante…

    ->Valentina: Grazie.

    ->Federico: Certamente, Crea parlava di rullino. Tu però non devi considerare la cosa dal tuo punto di vista, non tutte le foto sono ricordi. Quando scatto ad una partita di calcio le foto non sono ricordi, non miei perlomeno. Non si parla di fotoricordo in questo caso.

    Adesso mi aspetto il commento di Palmasco. :-D

  • palmasco ha detto:

    Avedon, Adams, Capa Giacomelli e Mapplethorpe mi hanno scritto una mail molto cortese e affettuosa, nella quale mi chiedono in sostanza se mi abbia dato fastidio che abbiano accostato il loro nome al mio, e mi giurano che loro non c’entrano niente con l’iniziativa. Col sorriso sulle labbra ho risposto loro che non ci sono problemi, il club dei grandi è sicuramente più ampio del Mille Miglia Alitalia, anche se speriamo che duri di più.

    La regola degli scarti forse non si applica così matematicamente, ma sicuramente è una regola determinante per diventare ogni volta una fotografo un po’ più attento, più interessante, più capace. Cio è un fotografo migliore.
    Col digitale gli scarti aumentano, perché di ogni idea che ti viene, scatti diverse varianti, con variazioni minime: soltanto a casa saprai poi quale versione ritrare meglio la tua visione de momento.

    Ma anche nelle foto ricordo c’è una selezione feroce: gli amici e parenti in gruppo finiscono per scegliere quella decina che sopravviverà, scartando di fatto le altre che a parere collettivo non rappresentano il sentimento e l’atmosfera della giornata, o pomeriggio, o gita ritratta. Se non lo fanno loro, lo fa il tempo.
    Tanto vale essere precisi anche in quel genere di fotografia.

    Ti dirò che a differenza di Avedon, Adams e gli altri, io scarto talmente tanto che non ho pubblicato nessun libro, a differenza di loro che ne hanno fatti amare qualche decina :)

  • Samuele ha detto:

    Puntuale è arrivato.
    E Palmasco è stato preciso e puntuale come al solito.

    Pubblichiamo un libro insieme?
    E’ un’idea che mi ballonzola in testa da un po’… :-)

  • Enorme Vigenti ha detto:

    In linea di principio il metodo è valido e utilizzato da molti fotografi. Quello che non condivido assolutamente è il “Cestino”. Meglio archiviare le foto scartate in un posto separato. Anche perchè ci sono foto che subito sarebbero scartate, ma dopo 10/20 anni possono essere invece preziose. Specie se ritraggono persone che poi non ci sono più!

  • robie06 ha detto:

    regola molto più che corretta, che andrebbe un attimo rivista nelle varie fasi della crescita fotogrfica.
    si parte con 0/100
    per poi arrivare ad un buon 3/100
    Buonissimo il 10/100
    Il massimo 15/20 su 100

    Però ci sono anche momenti in cui, c’è la 1/1 quando dietro c’è uno studio e una particolare ricerca del momento.

    Mentre ci sono momenti, tipo le foto delle vacanze che la regola è 101/100 perchè ogni scatto servirà a ricordare quelle belle giornate.

    io sono contro il cestino, anzi mi piace molto più “espormi” sulle foto che prestano il fianco ad una critica a quelle che reputo buone e pronte per stamapre/pubblicare/esporre.. e comunque le uso per i confronti nella mia crescita.

  • Samuele ha detto:

    ->Enorme Vigenti: io dico che le foto brutte sono brutte. Punto. Certo se parliamo di vacanza con gli amici, foto del nonno e tutto quanto rientra nella sfera dei ricordi posso anche essere d’accordo con te. Bel nome.

    ->robie06: No, il principio è diverso. Le foto dovranno rimanere sempre 10, sarà la qualità delle dieci a crescere non la quantità da salvare. E’ sempre un discorso di qualità, mai di quantità. Non sono nemmeno d’accordo sull’ultimo paragrafo: se una foto non mi piace so già che riceverà critiche e non mi permetterà di crescere. Se invece espongo/pubblico (forum/Mailing-List) una foto che penso possa essere valida e questa viene criticata per eventuali difetti questo mi permetterà di capire dove posso aver sbagliato. Ti faccio un esempio di vita vissuta: ho fatto vedere un mio panorama ad un gruppo di amici fotografi, su internet. Pensavo fosse una foto meravigliosa: colori vivaci, mare increspato, natura selvaggia. Prima risposta? “Guarda che hai lasciato la linea dell’orizzonte leggermente storta”. Ho provato una delusione incredibile, pensavo fosse una foto bellissima, pensavo di ricevere un sacco di complimenti e invece… Da quel giorno nelle dieci foto scelte non ho mai più lasciato orizzonti storti. La lezione è servita. :)

  • Giulio GMDB© ha detto:

    Perfettamente daccordo! Anzi, mentre una volta, quando le foto costavano si stava più attenti a non sprecare troppi scatti, ora con il digitale spesso si scatta a raffica. Diventa quindi essenziale essere molto critici con se stessi e tenere solo le foto che sono veramente significative.

  • […] è il primo della serie, cercherò di seguire la preziosa regola del 10/100 di cui ha parlato anche Samuele sul […]

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