SAMUELESILVA
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Manca la grinta, manca la cattiveria

20 aprile 2009

Schegge di ToroDurante la partita con il Milan ho notato un po’ di cose. E per la prima volta (giuro) mi sono davvero incazzato. I rossoneri sono nettamente superiori al Toro, hanno un maggior tasso tecnico, diversi fuoriclasse, grande carisma, giocavano in casa. Corrono di più, e già questo mi preoccupa e mi infastidisce: soprattutto se consideriamo l’età dei vari Beckham, Inzaghi, Maldini, Ambrosini, Zambrotta. Ma la cosa che mi distrugge e preoccupa è vedere i giocatori del Milan picchiare e quelli del Toro guardare gli avversari da lontano. Questo proprio è incomprensibile. Proprio in settimana Galliani si era lamentano dei modi rudi dei difensori avversari: ecco, i difensori del Toro hanno preferito smentire l’amministratore delegato del Milan; hanno osservato Kakà e compagni avanzare palla al piede e si sono ben guardati dall’intervenire. Rubin ha aspettato scientificamente Beckham, non ha commesso un fallo: se al posto di Matteo avesse giocato Policano, il bel David, dopo un paio di interventi decisi di Rambo, si sarebbe prima spostato a sinistra e poi sarebbe uscito dal campo dolorante. Forse in barella. Parliamo di Pato: dopo il giochetto con Dellafiore sulla fascia sinistra, se fossi stato al posto del difensore italo-argentino, avrei aspettato Pato al varco pronto a fargli sentire un po’ i tacchetti, magari a palla lontana, giusto per mettere in chiaro che al secondo numero del genere la partita del brasiliano sarebbe potuta terminare in malo modo. Un mio allenatore era solito dare un consiglio ai suoi ragazzi: se vi scappa un giocatore avversario a centrocampo, non fermatelo per la maglietta. In quel caso il giallo è sistematico. E’ sempre meglio un intervento in scivolata, deciso, nel tentativo di prendere la palla. Il giallo arriva lo stesso (forse) ma l’avversario, alla prossima occasione, eviterà di partire palla al piede e comunque si guarderà bene alle spalle. Proprio come Diana su Kakà, nel secondo tempo. A questa squadra purtroppo manca un leader, un giocatore con le palle quadrate che sappia trascinare i compagni. Un capitano con la C maiuscola. Questo leader non è Alessandro Rosina, e purtroppo non potrà mai esserlo. Dalla disfatta di San Siro salvo esclusivamente due giocatori, due giocatori che hanno mostrato temperamento e un pizzico di cattiveria: Bianchi e Natali. Il primo ha lottato su tutti i palloni, il secondo ha fatto intendere di avere dignità e cattiveria quando nel secondo tempo non ha avuto nessuna esitazione ad entrare come un carro armato su Kakà. Mi aspetto che siano loro due (come durante la partita con il Catania) a trascinare questa squadra senza dignità verso la salvezza. Forza Toro, nel cuore e nell’anima.

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