SAMUELESILVA
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Gli errori di Cairo

28 gennaio 2010

Schegge di ToroI tifosi del Toro sono inferociti con il presidente Cairo. Secondo loro è lui (e chi altri?) il responsabile della posizione in classifica della squadra. Io sono d’accordo, è lui il responsabile. Ma non riesco ad essere troppo critico nei suoi confronti. E’ vero ha commesso diversi errori, ma per analizzarli bisogna ripercorrere gli ultimi 53 mesi, dal Settembre 2005 sino ad oggi. Cairo ha comprato una società inesistente ed allo sbando, in sette giorni ha costruito un’ottima squadra. Ha scelto un buon direttore sportivo ed ingaggiato uno dei migliori allenatori sulla piazza, un emergente: Gianni de Biasi. Ha comprato Rosina, Stellone, Muzzi, Taibi, Balestri, Nicola, Fantini. Stellone era reduce da una stagione strepitosa, Rosina era un talento emergente. La squadra gioca, vince e grazie anche agli innesti di Gennaio (Abbruscato, il più richiesto attaccante della cadetteria, e Lazetic, titolare in serie A) torna nella massima categoria. Un capolavoro costruito in nove mesi. La campagna acquisti estivi è faraonica: arrivano Abbiati, Fiore, Pancaro e Barone (già nazionali, quest’ultimo addirittura da campione del mondo). Ma anche Comotto (strappato a caro prezzo alla Roma) Di Loreto, Franceschini, De Ascentis e Cioffi. Ad agosto tutti prevedono un Toro nelle parti nobili della classifica. E qui Cairo compie il suo primo errore, anzi, il secondo. Clamoroso. A poche ore dall’inizio del campionato esonera De Biasi e chiama Zaccheroni ad allenare il Toro. Zaccheroni è considerato un grande, ha vinto uno scudetto, ha allenato l’Udinese dei miracoli, il Milan, la Lazio e l’inter. Ma al Toro non funziona. La squadra è costruita per giocare in altro modo, Fiore non va d’accordo con il mister da anni, dai tempi della Lazio, e la squadra perde praticamente sempre. Pancaro, Abbiati e Barone giocano da schifo e la squadra lotta per la retrocessione. Prima ho scritto secondo errore. Si, perchè il primo errore è stato credere che Abbruscato (il suo pupillo) potesse essere un bomber da serie A. A febbraio la decisione: Cairo si cosparge il capo di cenere e richiama De Biasi in panchina. Gianni aggiusta la situazione ed il Toro si salva per il rotto della cuffia. Facendo tesoro degli errori Cairo affronta la seconda stagione di punta. Si affianca ad un manager di presunta qualità (Antonelli) e chiama in panchina Walter Novellino, allenatore di sicuro affidamento. Per la seconda volta consecutiva la campagna di rafforzamento estiva è importante. Rosina, arrivato alla consacrazione, non viene ceduto (nella recente storia del Toro è un caso raro che il fuoriclasse di turno venga confermato) e a rinforzare la squadra arrivano Sereni, Natali, Di Michele, Recoba, Corini, Lanna, Grella, Ventola, Bjelanovic, i promettenti Rubin e Malonga (soffiato alle più grandi squadre europee), Zanetti, Dellafiore e Motta. Tutta gente di qualità, alcuni di grandissimo prestigio. Nessuno (nemmeno i giornali) nasconde speranze europee. La realtà invece è durissima. Novellino colleziona pareggi in serie, la squadra sembra sempre sul punto di decollare ma alla fine del girone di andata la situazione è pessima. L’attacco non funziona, Di Michele, Recoba e Rosina non riescono a coesistere, lo spogliatoio si spacca. A Gennaio, su richieste pressanti dell’allenatore, Cairo acquista (a caro prezzo) Diana e Pisano. Manca purtroppo il colpo importante, manca il bomber che serve alla squadra: Bianchi (dopo un tiramolla infinito) preferisce la Lazio, Cairo licenza virtualmente Antonelli reo di non essere riuscito a portare il bomber bergamasco in granata. Non so se posso imputare questa errore di mercato a Cairo (probabilmente l’errore è di Antonelli) ma la situazione non cambia, dopo un breve fuoco di paglia lo spogliatoio si ribella. A Genova la squadra non gioca e Cairo è costretto ad esonerare Novellino. Ritorna De Biasi che compie il terzo miracolo consecutivo. E’ ancora salvezza. Terza estate e terza rifondazione. Cairo chiama al suo fianco il giovane Mauro Pederzoli, già assistente di Benitez a Liverpool ed esperto di calcio europeo. De Biasi viene confermato in panchina, arrivano in prima squadra tanti giocatori: Amoruso, Pratali, Abate, Dzemaili, Colombo, Saumel e finalmente il tanto atteso bomber, Rolando Bianchi. De Biasi scarica Di Michele, la squadra sembra davvero competitiva e dopo l’esordio favorevole in campionato (3-0 al Lecce e ottima prestazione) tifosi, dirigenza e giornalisti sono concordi nel ritenere il Toro un’ottima squadra. La realtà è ancora una volta diversa dalle speranze. Al due giornate dalla fine del girone di andata la situazione è disastrosa, i tifosi contestano, Bianchi non segna, Rosina è un fantasma. Ed eccoci al quarto errore di Cairo. Il presidente esonera De Biasi e richiama Novellino. Durante il mercato di Gennaio il ‘Mandrogno’ caccia anche Pederzoli e chiama l’esperto Foschi. Una mossa vincente secondo molti. Foschi porta in granata Gasbarroni, Dellafiore e Rivalta. La situazione non migliora, la squadra gioca malissimo e spreca diverse possibilità di riemergere. Bianchi comincia a segnare ma non bastano nemmeno l’esonero di Novellino e l’arrivo al capezzale del Toro malato di Camolese. Il Toro retrocede malissimo, dopo una vergognosa rissa con il Genoa. E siamo al passato recente. La campagna acquisti è gioco forza ridimensionata: arrivano giocatori di categoria come Loviso, Belingheri, Loria, Vantaggiato, Leon, torna di Michele, vengono confermati Bianchi, Gasbarroni, Zanetti, Sereni, Ogbonna, Rivalta, Rubin. L’allenatore è Colantuono, già autore in passato di ottime stagioni. Dopo cinque partite la squadra viaggia alla grande, tutti (e dico tutti) pensano che il Toro possa ammazzare il campionato. Sbagliatissimo. Alla fine del girone di andata la situazione è disastrosa, Colantuono viene esonerato, arriva Petrachi, ritorna Colantuono, va via Foschi e siamo ai giorni nostri. Io sono quattro anni che ad Agosto prevedo un ottimo campionato. E non sono l’unico. E’ per questo che non mi sento di criticare Cairo. Ha sbagliato, diverse volte. Ha sbagliato a non assumere subito un vero team manager, ha sbagliato nella scelta dei direttori sportivi. Con il senno di poi posso dire che ha sbagliato ad investire soldi (tanti soldi) su giocatori affermati ma che alla realtà dei fatti hanno deluso tantissimo: Abbiati, Barone, Di Michele, Pancaro, Fiore, Ventola, Diana, Pisano, Franceschini, Di Loreto, Amoruso e Pratali tanto per citare i primi che mi vengono in mente. Il Toro, data la mancanza di fondi, deve comprare giovani e gente motivata, non il fuoriclasse. E infine Cairo ha sbagliato a parlare troppo. In questo gennaio 2010 però ho visto qualche novità interessante. E’ arrivato un direttore sportivo convinto e deciso, che non ha avuto problemi ad allontanare le mele marce, è arrivato il team manager (Giacomo Ferri) che i tifosi volevano, un team manager grintoso con un passato da giocatore e allenatore del Toro, la società ha sposato la linea della grinta e dei giovani. Sono ottimista, vedo uno spiraglio. Spero, questa volta, di non sbagliarmi. Sarò un illuso, ma credo ancora nella promozione diretta. Forza Toro, nel cuore e nell’anima.

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