SAMUELESILVA
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GorillaPod SLR-ZOOM

20 gennaio 2011

GorillaPod by JobySono anni che sognavo di comprarmi il GorillaPod. Ma ho sempre avuto paura (della fregatura) e rimandavo l’acquisto. Poi finalmente ho deciso. Ho comprato la versione SLR-ZOOM (fino a 3 KG) in modo da poter sostenere la mia Reflex. E mi piace. Funziona molto bene e sembra davvero robusto; è ottimo come treppiede tradizionale perché veloce da aprire e collegare. E’ stabile in tutte le posizioni e riesce ad adattarsi a qualsiasi superficie. Ho provato a posizionarlo sulla maniglia della porta di casa e sono riuscito ad ottenere una buona stabilità; certo la paura che il tutto possa cadere è sempre presente ma probabilmente anche infondata. Adesso mi piacerebbe aggiungere al mio corredo anche il Ballhead, la testa girevole che permette di avere ancora più opzioni e che soprattutto aggiunge la bolla per fotografare dritto. Nei prossimi giorni proverò qualche posizione stravagante… ;-)

GorillaPod & Samuele Silva

La foto è fluida?

23 dicembre 2010

Foto FluidaIl copyright è morto? Forse no, ma possiamo tranquillamente affermare che il suo stato di salute non è dei migliori. E’ successo qualcosa che succede sempre: qualcuno ha ‘prelevato’ da Flickr (il termine rubare non si addice) delle foto protette dal diritto d’autore e le ha pubblicate in rete. Niente di particolarmente strano. Il problema sorge se aggiungo che questo qualcuno è Repubblica, forse il più importante quotidiano italiano. Salto un paio di passaggi (consiglio di leggere il post di Claudia Rocchini) e passo direttamente a citare Michele Smargiassi, giornalista di Repubblica, che nel suo blog (Fotocrazia) racconta, con un lunghissimo articolo, del copyright al tempo di internet. Smargiassi definisce la fotografia fluida e giustifica, con una serie di arditi paragoni, l’operato del suo giornale: quello che percepisce il lettore è una via di mezzo fra ‘tanto rubano tutti‘ e ‘stupido tu che pubblichi le foto su Flickr‘. Smargiassi forse non sarà d’accordo con questo mio riassunto ma il succo della comprensione è proprio questo. Aggiungo però che non ha tutti torti, il mondo e la rete purtroppo funzionano proprio così. Non che sia giusto, ovviamente. In queste ore ho letto tante opinioni sull’argomento (il post su Fotocrazia ha superato i 500 commenti) ma credo che la questione si possa risolvere con una sola, fottuta e semplice parola (e la scrivo maiuscolo): SOLDI. Nel 2010 è assolutamente anacronistico difendere la professione del fotoreporter, le alternative sono troppe, il citizen journalism ha preso il sopravvento ed il mondo si evolve. E questo l’hanno capito anche i muri. Però se Repubblica decide di utilizzare delle immagini protette da copyright deve pagare gli autori, non ci sono alternative. E probabilmente anche Flickr dovrebbe evolversi aggiungendo una licenza specifica a pagamento: praticamente diventare un’agenzia di stock. L’autore della foto decide la cifra e chi vuole utilizzare quella specifica immagine paga i diritti (con percentuale a Yahoo, ovviamente). Al volo, come si usa fare ai tempi di internet. L’unica valida alternativa è scegliere una foto non protetta da copyright. Semplice, no?

Top 100 sports pictures of 2010

18 dicembre 2010

Totally Cool Pix ci delizia con le migliori 100 foto sportive del 2010. Sono tutte bellissime. Sono tutte importanti. Ci sono immagini delle Olimpiadi invernali di Vancouver, immagini dei mondiali di Calcio in Sudafrica, ma anche gli sport minori sono molto rappresentati: c’è il cricket, c’è il Rugby, c’è l’equitazione. C’è anche una bellissimo scatto dedicato allo Shaolin Soccer. :) Ci sono foto divertenti, foto significative, foto tristi, foto dedicate al dolore, al pubblico, alla sconfitta. Io ho scelto la mia personale Top Ten. E una speciale menzione. ;-)

Totally Cool Pix - Top 100 sports pictures of 2010Totally Cool Pix - Top 100 sports pictures of 2010Totally Cool Pix - Top 100 sports pictures of 2010Totally Cool Pix - Top 100 sports pictures of 2010Totally Cool Pix - Top 100 sports pictures of 2010Totally Cool Pix - Top 100 sports pictures of 2010Totally Cool Pix - Top 100 sports pictures of 2010Totally Cool Pix - Top 100 sports pictures of 2010Totally Cool Pix - Top 100 sports pictures of 2010Totally Cool Pix - Top 100 sports pictures of 2010

Totally Cool Pix - Top 100 sports pictures of 2010

FotograFica Martina

25 novembre 2010

Ieri pomeriggio, nell’ambito di fotografica 10, è stata inaugurata la mostra ‘Martina In_visibile” curata da Settimio Benedusi. Si tratta di una serie di autoscatti della famosa attrice e modella Martina Colombari. Io sono un po’ perplesso (e non solo io). Nella sua presentazione Benedusi parla di sincerità, di fotografia vera. Io voglio aggiungere anche fotografia brutta e fottutamente commerciale.

Ecco quindi il senso di ospitare le sue immagini in questi spazi, ecco cosa ci può insegnare una non-fotografa: che la fotografia non è solo tecnica, non è solo usare bene dei raffinati software, non è solo mega obiettivi. La fotografia deve essere verità e sincerità, come vera e sincera è stata Martina Colombari.

Servivano proprio una serie di brutte foto delle tette (rifatte) e del culo (non solo purtroppo, c’è anche di peggio) di Martina Colombari per spiegare che la fotografia proviene anche e soprattutto dal cuore? Io non credo. Io credo che la mostra sia semplicemente un trucco squisitamente commerciale per suscitare interesse e per attirare i curiosi. Che poi le foto siano scattate con una macchina fotografica Canon (che si vede) è un fatto assolutamente secondario.

Fotografica MartinaFotografica MartinaFotografica Martina

Yellow in the city

20 novembre 2010

Ho sempre avuto un debole per i colori forti, per i progetti curati e realizzati con classe. E mi sono innamorato di questo ‘Yellow in the city‘ di Massimo Milanese. In questo caso la foto è in bianconero, il colore forte è il giallo e lo scenario è una moderna e rutilante (in yellow) New York City. Qui pubblico solo sei scatti, ma in realtà il progetto è composto da oltre 100 foto. Da non perdere.

Yellow in the city - Massimo MilaneseYellow in the city - Massimo MilaneseYellow in the city - Massimo MilaneseYellow in the city - Massimo MilaneseYellow in the city - Massimo MilaneseYellow in the city - Massimo Milanese

‘Le sue sono immagini di una metropoli frastornante, che si fa tanto amare quanto odiare, descritta da molti, troppi, come straordinaria convivenza delle differenze, senza però riuscire a fissarla per sempre perché la vera New York è sfuggente, sguscia via senza lasciarsi imprigionare in troppi cliché letterari o artistici. E’ New York e basta. Per questa ragione per capirla davvero bisogna andarci, e viverla sul momento, magari dopo averla sognata a lungo attraverso i film di Woody Allen ed i racconti di Paul Auster. Le foto di Massimo, ritraggono una NY dalle mille sfaccettature e geometrie urbane, che la rendono viva ed unica. Ma, alla fine, ciò che colpisce maggiormente gli occhi è la dominante cromatica che si trova un po’ ovunque a Manhattan: il giallo. E questo progetto è nato proprio per celebrarlo.’

Switcheroo – Scambio di vestiti

8 novembre 2010

I fotografi sono una razza bizzarra. Iniziava così un mio post del 2007 dedicato a Muggezifter, un fotografo che colorava il suo blog con le sue fughe dalla macchina.foto. Muggezifter continua a correre (ed infatti è dimagrito) ma oggi voglio dedicare un post ad un altro progetto bizzarro: Switcheroo di Hana Pesut. Hana fotografa le coppie (un uomo ed una donna) prima e dopo. La differenza consiste nel fatto che fra uno scatto e l’altro la coppia si è scambiata i vestiti. E’ divertente (circa). E molto particolare. Deve essere estremamente difficile trovare persone disposte a cambiarsi d’abito (magari all’aperto) ed indossare gli indumenti del compagno. E poi sono tutti vestiti malissimo. Ma malissimo. Sarà una scelta?

Switcheroo - Cam & JillSwitcheroo - Erik & JasmineSwitcheroo - Maya & Graham

Via | Adolfo Trinca

Quella schifezza di iPhoto 9.0

2 novembre 2010

iPhoto 11Per gestire le mie foto utilizzo iPhoto. Ho raggiunto quasi 50.000 immagini e ho superato da poco i 200 Giga. La settimana scorsa è uscita sul mercato la nuova versione del software Apple e ho deciso di acquistarlo. Prima dell’installazione ho salvato una copia di backup dell’intero Hard Disk. E’ un’operazione che effettuo tutte le settimane (Time Machine) ma per l’occasione ho deciso di essere ancora più scrupoloso. Ho installato iLife ’11 e aggiornato l’intero database: tutto è andato per il verso giusto e non ho perso nessuna immagine. I problemi sono iniziati dopo. iPhoto ’09 è lentissimo, molto più lento del suo predecessore. E’ instabile, sembra una beta alla prima fase di sviluppo: spesso e volentieri il programma si chiude inaspettatamente. Ci sono un paio di modifiche interessanti (giusto un paio) e l’integrazione con Flickr e FaceBook è migliorata, ma le note negative sono tantissime. Non sono ancora riuscito a capire come far apparire i Tag sotto le foto: eppure l’opzione “Vista->Parole Chiave” è abilitata. Apple ha fatto uscire una patch che risolve il problema di perdita delle immagini durante la prima importazione (problema da nulla, ma loro dicono ‘in rari casi‘): quindi io compro il software e dopo averlo scaricato ma prima di passare all’importazione delle foto devo scaricare una patch? Bella idea, complimenti. Ma c’è un problema che veramente mi fa uscire di testa: io amo modificare le mie foto con PhotoShop e quindi uso l’opzione ‘Modifica con editor esterno’. Sino a ieri tutto bene, iPhoto creava una nuova immagine nella cartella modified e mi mostrava solo la versione modificata. Adesso no. IPhoto crea un duplicato (quindi io vedo due immagini identiche, con lo stesso nome e le medesime caratteristiche) ma mi fa modificare solo la seconda versione. Di questa seconda versione vedo la miniatura corretta e ritoccata ma al momento di ingrandire l’immagine mi appare un punto esclamativo (ma non succede sempre). Simpatico vero? Partendo dal presupposto che questo bug verrà corretto come devo comportarmi? Evito di ritoccare le foto? Sono veramente nervoso e incazzato: possibile che prima di lanciare un software di questa importanza sul mercato una società come Apple non effettui test attendibili? Posso capire un piccolo errore ma tanti errori gravi e decine di imprecisioni sono davvero imperdonabili. Mi aspetto una versione corretta e funzionante al più presto.

La fotografia aerea di Christoph Gielen

26 ottobre 2010

Christoph Gielen

L’altezza mi ha affascinato sin da bambino. Guardare il mondo dall’alto è sempre uno spettacolo sublime: chi di noi non ha ammirato estasiato il panorama dal finestrino di un aereo in fase di atterraggio? Maledette nuvole, eh? In queste foto di Christoph Gielen vedo un fascino davvero incredibile. Certo, sembra di navigare in Google Maps, ma l’idea di essere in cielo a fotografare mi lascia un brivido, una scossa di ‘adrenalina estasiata‘. Dall’alto si scopre il mondo geometrico: Christoph ha trovato una serie di immagini incredibili e particolari, strane. Consiglio davvero una visita: le foto sono 32 (non tantissime) ma molto molto emozionanti.

La fotografia aerea di Christoph GielenLa fotografia aerea di Christoph Gielen

Via | ClickBlog

Introspective

7 ottobre 2010

Introspective - Pet Shop Boys

Avevo 14 anni ed ero rimasto stregato da un pezzo dei Pet Shop Boys: It’a Sin. Stavo diventando grande ma i miei gusti musicali ancora non avevano completato la loro maturazione. In quei giorni usciva il nuovo disco (Introspective) dei ragazzi del negozio di animali ed era trainato da un singolo interessante: Domino Dancing. All’epoca esistevano ancora i negozi di dischi e tornai a casa con la cassetta del mio ‘gruppo’ preferito. Se oggi ripenso a quel innamoramento giovanile, a quella passione per l’elettronica, mi scappa un sorriso. I Pet Shop Boys sono sempre rimasti in fondo al mio cuore, ho sempre apprezzato la loro musica senza lasciarmi mai trasportare. Ho ascoltato tanto quel disco, ma senza convinzione: era forse un modo di giustificare la mia spesa. Adesso l’originale si trova in soffitta insieme ad un altro centinaio di musicassette: davvero una fine ingloriosa.

Da un’idea di Andrea Beggi.

F-Stop Watch

7 ottobre 2010

Di certo non riuscirei a leggere l’ora su questo orologio (ma tanto la leggo sull’iPhone) ma l’idea di averlo al polso mi piace tantissimo. Non ho idea della qualità dei materiali ma il prezzo non è esorbitante (36 dollari); tempi di consegna lunghissimi (anche 8 settimane). Sto pensando seriamente all’acquisto. Lo compro?

F-Stop Watch

Via | ClickBlog