SAMUELESILVA
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Ritorno al PhotoBlog

5 ottobre 2010

Chi passa di qui si sarà sicuramente accorto che nell’ultimo periodo le cose sono cambiate; ho deciso di dare una svolta a queste mie pagine al quale sono ormai davvero affezionato: fra alti e bassi sono quasi sei anni che scrivo e pubblico foto. Ma adesso credo sia giunto il momento di cambiare, ho passato 18 mesi intensi, di corsa. Sono stati 18 mesi bellissimi che hanno cambiato completamente la mia vita e l’hanno resa bellissima, ma adesso ho voglia di riprendere. Ho voglia di riprendere in mano la macchina.foto e scattare, ho voglia di pubblicare immagini e discutere, ho voglia di condividere la mia passione. Ho ripreso a leggere e fra le righe di un bellissimo blog dedicato totalmente alla fotografia ho scovato questa frase di Richard Avedon:

Se passa un giorno in cui non ho fatto qualcosa legato alla fotografia, è come se avessi trascurato qualcosa di essenziale. E’ come se mi fossi dimenticato di svegliarmi

Ecco, voglio proprio fare così. Magari saranno cinque minuti, qualche volta un paio d’ore e, perché no, anche un’intera giornata. Ma ho tutta l’intenzione di portare la reflex sempre con me e voglio portare questo blog a diventare molto ma molto fotografico. ‘Quasi’ un PhotoBlog. Pronti? Si parte. Anzi no. Sono già partito.

Cuneo Photo Marathon

22 settembre 2010

Ho deciso di diventare un fotomaratoneta e di iscrivermi all’edizione 2010 di Cuneo Photo Marathon. Di cosa si tratta? E’ un concorso fotografico che dura un’intera giornata. Si devono sviluppare 12 temi che verranno comunicati ai partecipanti durante il concorso ad orari prestabiliti; poi si inviano le foto al sito (entro le 24) e si attende. E’ possibile fotografare solo a Cuneo e solo nell’arco della giornata: termine ultimo di scatto le ore 22. Sembra divertente, penso sia decisamente social: i fotomaratoneti sono obbligati a girare per la città con la maglia del concorso. :) Non è facile, per niente. I temi delle passate edizioni sono assurdi: ‘Un ascensore chiamato desiderio’, ‘Il mio numero di partecipazione’, ‘La foto nella foto’, ‘Visto di profilo’, ‘Vita da cani’, ‘A qualcuno piace piccolo’… insomma… un delirio. La giuria tende a premiare la fantasia e l’originalità. Il banale non vince. E purtroppo io sono il re della banalità. Pubblicherò i temi sui vari social network durante l’intera giornata: un aiuto e un tocco di fantasia saranno graditi (sarà consentito?). :)

La solitudine dei numeri primi

18 settembre 2010

La solitudine dei numeri primiIl libro mi era piaciuto molto. Triste ma interessante, con una storia d’amore diversa, scritto con intensità. E mercoledì sera sono andato a vedere il film. Fin troppo facile, naturale, fisiologico. E la delusione è stata decisamente profonda. La storia di Alice e Mattia è stata stravolta da Saverio Costanzo: stravolta nella lettura, con continui flashback e immagini techno, una rilettura in chiave post-atomica/horror davvero imbarazzante. Ho fatto molta fatica a capire la trama del film, e avevo letto il libro. I due attori sono bravi, molto, ma nulla hanno potuto contro l’imbarazzante serie di rimandi confusi che il regista ha confezionato in serie. La rilettura di Costanza può essere vista come un’alternativa alla logica successione degli eventi ma io penso che quando regista stravolge in modo così complesso e strutturato un libro di successo è perchè vuole distaccare la sua opera dall’orginale. Sbagliando. E rovinando quello che avrebbe anche potuto essere un bel film.

Il bello (e il brutto) del Geotagging

13 settembre 2010

Domenica sera sono andato al ristorante: si festeggiava un battesimo. Come al solito mi sono Geotaggato, non serve a niente ma volevo entrare nella Top Ten settimanale di FourSquare. :) Mentre giocavo con l’iPhone mi è arrivato un messaggio istantaneo che mi avvisava della presenza in zona di un amico. Da circa 15 minuti uno dei miei contatti si trovava in un altro ristorante della zona. Non è una notizia incredibile ma ad Imperia la popolazione di FourSquare è molto limitata e sono ‘sindaco’ di quasi tutto. Non ho perso tempo, sono saltato in sella al mio scooter e sono partito alla volta del Prino. Tambu è rimasto molto sorpreso quando ha visto il sottoscritto entrare ‘alla Bonga’ e sedersi al suo tavolo. E questo, per lui, è il lato meno bello del Geotagging. :)

The Pretty Reckless

8 settembre 2010

Ho ascoltato ‘Make Me Wanna Die‘ quasi casualmente, è nella colonna sonora del film Kick Ass. E sono rimasto folgorato: solo musica e suono, niente video. Il rock dei Pretty Reckless è commerciale, sicuro. E’ un progetto costruito a tavolino. Però mi piace. Mi piace la voce di Taylor Momsen, mi piacciono i riff di chitarra, mi piace lo stile. E poi lei (ancora minorenne) è un personaggio davvero particolare.

The Pretty Reckless

Logitech S315i

29 agosto 2010

Da diverso tempo volevo acquistare un sistema di altoparlanti da collegare all’iPhone. Volevo qualcosa dal prezzo basso, che fungesse da dock, con un design apprezzabile (nero) e con almeno una discreta qualità riproduttiva (meglio se di marca). Dopo diverse ricerche (mesi) e qualche recensione, ho deciso di dirigere le mie risicate finanze sul Logitech S315i. Si tratta di un altoparlante portatile con batteria ricaricabile (ottimo per un utilizzo nelle varie stanze della casa) e un’autonomia (dichiarata) di quasi 20 ore in riproduzione. Il design è accattivante, è molto leggero e poco ingombrante, i tasti volume sono sistemati sul retro ma sono facilmente raggiungibili. La qualità del suono mi sembra buona (ma non sono un esperto) e l’audio è discretamente alto: si sente molto bene anche all’aperto. Io ne farò un utilizzo molto limitato: mi serve come dock e come stereo in sala. Il prezzo? 79 euro da Unieuro. Se paragonato al prezzo del semplice dock per iphone mi sembra che si possa definire ‘spesa accettabile’.

Logitech S315i

Farinata & IperCoop

30 luglio 2010

Se capitate dalle parti di Mondovicino (Mondovì) vi consiglio di fare un salto alla panetteria del supermercato; si trova proprio di fianco all’IperCoop. Sarà che siamo a due passi dalla provincia di Savona, sarà che si chiama, stranamente, IperCoop Liguria ma qui potete gustare una delle migliori farinate del pianeta. Posso affermare, senza paura di smentita, che siamo ai livelli della celebre proposta savonese. Buonissima anche da fredda. E non sto scherzando.

La sconfitta dell'arroganza

24 giugno 2010

La sconfitta contro la Slovacchia, l’eliminazione dai mondiali al primo turno (non succedeva da tempo, tanto tempo) e l’umiliazione del nostro movimento calcistico hanno una sola causa: Marcello Lippi, la sua arroganza e la sua incapacità. In questo mondiale ho visto una squadra senza schemi, senza gioco, senza grinta. Idee poche e molto confuse. Le critiche iniziano dalle convocazioni: non portare un giocatore come Cassano (unico calciatore italiano in grado di cambiare una partita) è stato un autogol clamoroso. Il gruppo è importante, ma non fondamentale: il calcio rimane uno sport tecnico ed è il solista a fare la differenza. Non capisco inoltre il tentativo di giocare con Marchisio dietro l’unica punta. Non riuscivo a capirlo prima di vederlo sul campo e lo capisco ancora meno dopo averlo visto. Nessun allenatore al mondo avrebbe proposto una soluzione del genere: Lippi c’è riuscito. Un altro appunto che faccio a Lippi è su Quagliarella; ha giocato 45 minuti ed è stato nettamente il giocatore migliore della nazionale (un gol valido, un gol annullato per fuorigioco millimetrico, un gol sfiorato e l’azione straripante del primo gol). Mi chiedo perché il nostro allenatore non l’abbia mai fatto scendere in campo prima, possibile che durante tutto il ritiro non si sia accorto che si trattava del nostro attaccante più in forma? Questa è la sconfitta di Lippi e della sua arroganza ma è anche la sconfitta di un movimento che non produce fuoriclasse da tempo (ad esclusione di Cassano e Balotelli, non convocati) e che ha bisogno di ripartire davvero da zero. Buona fortuna Cesare!

Marcello Lippi

Primo Lancio (paracadutismo)

6 giugno 2010

Paura, panico, tensione, pulsazioni, adrenalina, cuore. Queste sono le prime parole che mi vengono in mente ripensando al mio ‘primo lancio‘. Quando l’aereo sale in quota si sente qualcosa di strano, un misto di tensione ed emozione che taglia la gola. Ma è quando si apre il portellone e ci si trova con le gambe nel vuoto per pochi istanti che il ritmo del cuore aumenta vertiginosamente e l’adrenalina scorre nel cervello a ritmi insostenibili; il salto nel vuoto dura quasi un minuto (50 metri al secondo per 3000 metri di balzo, circa 180 km/h) ma sembra brevissimo e al momento dell’apertura del paracadute il tempo si ferma, il cuore rallenta e si respira. E un’emozione fortissima che inizia al momento di salire sull’aereo e termina diversi minuti dopo l’atterraggio. Sono felice di aver provato queste sensazioni (e di poterle raccontare). E scusate le espressioni un po’ così. :)

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Voglio volare (paracadutismo)

5 giugno 2010

Fra poche ore farò un salto nel vuoto da 4200 metri di altezza. Da qualche anno giro intorno all’opportunità di tuffarmi con un paracadute e finalmente oggi pomeriggio riuscirò a realizzare questo sogno. Ho una voglia matta di trovarmi sul bordo dell’aereo, sentire il vento ed il rumore dei motori, guardare sotto, nel vuoto, e lanciarmi. Il volo dura circa un minuto, 60 interminabili secondi di adrenalina purissima. Poi dopo l’apertura del paracadute si naviga nell’aria per qualche minuto; si tratta ovviamente di un volo in tandem, niente di particolarmente (spero) rischioso. Ci vediamo a terra (se tutto va bene).